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Notizia del 11.08.2008

Titolo: 
Dellai: «Non affidatevi agli avventurieri»
Data: 
11.08.2008
Testo: 

La nuova fase dell'esperienza politica del popolarismo in Trentino si chiama Upt.
Questo è il messaggio lanciato da Lorenzo Dellai alla platea di simpatizzanti di Trento - circa 150 persone - che ieri sera hanno riempito la sala del centro civico di Mattarello. E per la prima uscita ufficiale nel capoluogo, i territoriali hanno scelto il loro coordinatore cittadino. Sarà Luigino Maule a dover convincere gli abitanti di Trento che l'Upt non è solo il partito delle valli. Ex presidente della circoscrizione di Povo, molto vicino al timoniere dell'A22, Silvano Grisenti, Luigino Maule incarna in tutto e per tutto l'anima popolare del nuovo partito territoriale.

Ma l'Upt non deve fermasi alla sua storia. «Le radici sono quelle - ha chiarito infatti Dellai - ma il nostro partito vive di tanti e diversi orizzonti culturali ed ideali». Un partito senza padrini, l'ha definito il presidente della Giunta, che aspira ad offrire un progetto di speranza per il Trentino. «L'Autonomia - ha detto Dellai - dovrà essere l'antidoto alle solitudini delle famiglie, come dei piccoli imprenditori, dei giovani come dei vecchi, di fronte alle grandi trasformazioni globali».

«Usciamo da una fase di riforme strutturali - ha proseguito il presidente - grazie alla concertazione. Ora dobbiamo utilizzare questi strumenti per rafforzare la crescita economica e la solidarietà sociale». Ma alle porte c'è il federalismo, con il quale le autonomie speciali dovranno fare i conti. «Verificheremo le intenzioni del governo - ha avvertito Dellai - Ma ribadiamo che siamo disposti ad acquisire nuovi poteri, non a perderne». Dopo un messaggio distensivo verso il Pd («la sinistra ideologica non esiste più e il Pd sarà un alleato importante») Dellai ha rinnovato l'apertura all'Udc. «Rappresentano un pezzo del popolarismo - ha ricordato - e con loro siamo pronti ad un rapporto strategico».

Dagli alleati agli avversari il passo è breve, ma i toni ovviamente sono opposti. «La destra - ha polemizzato Dellai - non ha un disegno di futuro. Vive solo di lamentele e di proteste tanto che vogliono accogliere anche una lista degli scontenti dei servizi pubblici». Così il presidente lancia un appello ai trentini. «Visto che le inquietudini e le paure sono reali, ai trentini dico di non affidarsi a degli avventurieri, ma scegliere una politica che dia speranza». Prima del presidente Dellai, il coordinatore provinciale Marco Tanas aveva annunciato la volontà di arrivare, prima delle amministrative del 2010, ad un vero e proprio congresso dell'Upt.

Ed è questa l'ennesima prova che il partito territoriale non sarà una meteora nel panorama politico locale. Il primo scoglio saranno però le elezioni provinciali. Per la lista, Silvano Grisenti, rappresentante della commissione elettorale, si dice ottimista. «Entro una decina di giorni - spiega l'ex assessore - vareremo la lista. L'unica questione è chi scegliere tra tanti possibili candidati». E, si sa, in politica anche l'abbondanza può essere un problema.

Fonte: L'Adige

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Notizia del 08.08.2008

Titolo: 
Prima uscita con il botto dell'Unione
Data: 
08.08.2008
Testo: 

TRENTO. La "sua" Unione per il Trentino risponde presente (quasi 200 persone ieri sera a Mattarello in una torrida serata agostana) e lui, Lorenzo Dellai, non delude la platea: «Per ottobre sono molto ottimista. La destra dopo aprile aveva già preso le misure dei miei uffici di piazza Dante. Ma ora dopo pochi mesi il clima è cambiato. I trentini non faranno salti nel buio, affidandosi ad avventurieri che sanno solo mettere in fila, uno dopo l'altro, scontenti e proteste. Non hanno un'idea di futuro, un programma per questa terra, per cui noi in questi dieci anni abbiamo preparato gli strumenti». Insomma un presidente che accarezza gli umori della sala e che toglie, anche dall'ultimo dei suoi, l'incombente ombra del Pd.

Quella di ieri sera era la prima uscita ufficiale dell'Unione dopo il battesimo pinetano di inizio giugno. A distanza c'era il confronto con analoga iniziativa tenuta dal Pd di Pacher. Ieri sera a Mattarello i 196 posti a sedere della saletta polifunzionale erano pressoché senza spazi vuoti. C'erano i big (il più omaggiato, una volta di più) un rilassato Silvano Grisenti che per il partito siede in commissione elettorale. C'era Mauro Betta, Mario Magnani, Salvatore Panetta e molti non strettamente classificabili come addetti ai lavori. E se il neo segretario Marco Tanas e Flavia Fontana sono chiamati a colmare il gap di organizzazione e di infrastrutturazione sul territorio della nuova creatura, Alberto Paoli ha praticamente terminato il lavoro di omogeneizzazione del manifesto dell'Unione che sarà presentato dopo ferragosto. Molti buoni propositi, in "una sintesi tra radici ed ali".

Ma nessuno, si offenderà, l'attesa era tutta per Dellai che infatti da Paoli e dalla Fontana veniva, per ben due volte, evocato come "il presidente fondatore". E proprio Dellai, con gesto tra lo scaramantico e lo spiritoso, si scherniva dicendo di "non essere ancora pronto ad entrare nel Pantheon dei padri fondatori". Clima, quindi, di grande ottimismo.

Come mai? O il leader del centrosinistra sa cose che noi non sappiamo (ha cioè in mano sondaggi che lo galvanizzano) o semplicemente respira un clima a lui positivo girando il territorio con quella maestria che tutti, nemici compresi, gli riconoscono: «Vedrete avremo una coalizione forte, in cui si possa riconoscere la stragrande maggioranza dei trentini. Credo proprio che con noi ci sarà l'Udc, l'accordo è assai probabile. E questo non perché si voglia mettere assieme tante sigle, ma perché in quel partito c'è una radice di quel popolarismo che sarà una delle forze trainanti dell'Unione per il Trentino. Basta con la descrizione di un partito come sottrazione, noi non siamo quelli che nona hanno aderito al Pd ma siamo quelli che lavorano in un'ottica territoriale, senza chiusure e per progettare un Trentino che sappia guardare all'Europa e al mondo tra 20 anni. In due legislature abbiamo messo a posto le regole per fare politica, abbiamo fatto le riforme. Nella terza legislatura dovremo proseguire». Applausoni.

di Gianpaolo Tessari
Fonte: Trentino

 

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Notizia del 10.08.2008

Titolo: 
Patto tra Udc e Upt
Data: 
10.08.2008
Testo: 

L'assemblea dei sindaci a Roncone è stata colta da Upt e Udc come prima occasione per presentarsi insieme in pubblico a rappresentare quel patto che sta per essere siglato in vista delle elezioni del 26 ottobre. C'erano infatti, seduti in prima fila il leader trentino dell'Udc, Ivo Tarolli, e il capogruppo in consiglio provinciale Marcello Carli, che hanno conversato a lungo con Marco Tanas (i tre insieme nella foto), segretario dell'Unione per il Trentino. Con loro c'era anche l'esponente locale dell'Udc, Pino Stefenelli .

«Non cerchiamo di fare una nuova Dc - precisa Tanas - ma di costruire un progetto fortemente innovativo e post-ideologico, altrimenti non avrei accettato neppure di fare il segretario dell'Upt. Noi vogliamo guardare oltre quel bipartitismo tra anti-Berlusconi e anti-Prodi, che ha caratterizzato gli ultimi 15 anni. Pensiamo che sia possibile una svolta e si possa dare vita con l'Udc, gli autonomisti e il Pd, tutti ugualmente importanti, a una coalizione di centro riformista affidabile e capace di dare risposte concrete ai cittadini».

L'ex assessore provinciale Silvano Grisenti, tra i relatori invitati da Amistadi a Roncone, ha sentito l'esigenza di rispondere a chi ritiene che da presidente dell'A22 dovrebbe astenersi dal fare politica attiva: «Io faccio il cittadino non il suddito e penso che ora la politica ha bisogno di respirare aria nuova e uscire da certi cliché costruendo qualcosa con altri. Ringrazio Ivo e Marcello perché si sono resi conto che restando così non potevano parlare in modo adeguato alla propria gente».
«Oggi - ha commentato Giorgio Lunelli, presente insieme a quasi tutti i consiglieri provinciali Upt, - si è imboccata la strada maestra di una coalizione diversificata con Pd, laici, popolarismo e autonomismo volano di nuovi scenari».

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Notizia del 12.08.2008

Titolo: 
«Lista Upt pronta il 22»
Data: 
12.08.2008
Testo: 

TRENTO. Un mese, scarso, ma vissuto tutto di un fiato. E' già tempo di un primo bilancio per Marco Tanas chiamato alla guida dell'Unione per il Trentino alla metà di luglio. Un partito tutto nuovo che si presenterà alle elezioni in poco più di due mesi. E Tanas qui prende un impegno: lista pronta per il 22 agosto.

Domanda di rito. E' pentito segretario di avere accettato una poltrona tanto bollente?
«E' stata una scelta emotiva che mi sta impegnando moltissimo. Nessun pentimento, anzi. Solo che sino a novembre non si parlerà di vacanze. Io ho accettato per offrire un contributo in termini di novità politica, ma anche generazionale. Per rompere gli schemi con il passato: anche in termini di linguaggio. Credo di poter offrire un'esperienza maturata anche in tre anni di confronto a Vedrò, trascorsi assieme ad Enrico Letta».
Però il rischio, tra virgolette, è quello di essere considerati, e trattati, come un uomo di Dellai. Anche l'Upt è stato etichettato come il partito del presidente. «Né io, né il partito, possiamo essere etichettati come creature di Dellai. Io ho la mia storia di riformista e l'Upt è la forma partito di una serie di esigenze, e di ragionamenti, che sono stati condivisi con Dellai. In primo luogo esigenze di chi si sentiva schiacciato dai due poli». L'Upt nasce in risposta al bipolarismo, anzi al bipartitismo.

Questa, no?, è la vostra mission?
«Certo. L'Italia ha subito un forte bipolarismo. Da una parte gli anticomunisti, dall'altra gli anti berlusconiani. Sono due coalizioni innaturali, forzate, che seguono schemi vecchi e superati. Ora noi, l'Upt, non è etichettabile come un partito di centrocentro o di centrosinistra. No, siamo una cosa diversa e possiamo diventare, anzi vogliamo farlo, una piattaforma sperimentale anche per il resto d'Italia». Dio sicuro fuori dagli schemi è una coalizione che vede assieme partiti come il Pd e l'Udc. Questo è lo scenario che pare ormai delineato. «L'Udc rappresenta molto bene il cattolicesimo moderato, il legame con i nostri valori. E'importante ed ho fiducia che questo cammino verso di noi si concluda positivamente. Il Pd è la componente riformista, il Patt è custode dell'autonomia, con l'Utp che rappresenta le territorialità e, in più, fa da collante a tutte queste esperienze».

Che tipo di risposte può dare la sua Unione agli elettori?
«Siamo gli eredi naturali della Margherita e il nostro lavoro prosegue in quella direzione. Direi che in primo luogo dal territorio arriva una richiesta di sicurezza. L'insicurezza nella stragrande maggioranza di casi è solo percepita, non è reale, ma non va sottovalutata. Importante è poi dare motivazioni ai nostri giovani, a quelli che si impegnano nella formazione professionale, ma che poi stentato a trovare una collocazione adatta nel mondo del lavoro».

L'Upt sta correndo per radicarsi e presentarsi con una lista competitiva ad ottobre. A che punto siete?
«Guardi per quanto riguarda la lista conto di farla approvare subito dopo ferragosto, ho già fissato una data di massima, il 22. Vogliamo presentare una serie di nomi che garantiscano il giusto mix tra l'esperienza degli amministratori e la novità. E per quanto riguarda le donne mi piacerebbero fossero qualcuna in più delle 12 previste per legge. Per ottobre saremo pronti, ma una Upt strutturata e radicata avrà come traguardo le comunali del 2010».

di Gianpaolo Tessari
Fonte: Trentino

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Notizia del 22.08.2008

Titolo: 
«Gli uscenti dovranno guadagnarsi il bis all'ultimo voto»
Data: 
22.08.2008
Testo: 

TRENTO — Lista competitiva, senza garanzie per gli uscenti, e un partito che dovrà essere capace di supportare gli amministratori, senza che questi vengano lasciati soli ad affrontare i problemi. Marco Tanas, neosegretario dell'Upt, parla del «cambio di marcia» che vuole imprimere al partito.
 

Molti osservatori si interrogano sull'effettivo grado di innovazione dell'Upt. Qual è la novità?
«Recupereremo un rapporto più forte con il territorio e puntiamo a una politica che sappia dare risposte rapide. I tempi oggi sono fondamentali, gli amministratori devono adeguarsi e il partito dovrà essere capace di supportarli: non potrà riproporsi il modello secondo cui, una volta eletti, gli amministratori vanno per conto loro. Hanno un ruolo molto importante, dovranno avere il coraggio di fare delle scelte, ma il partito dovrà avere un ruolo fondamentale».


Quale?
«Innanzitutto quello di ascoltare il territorio e trasferire agli amministratori i problemi per cui la gente aspetta risposte. Noi ci proponiamo come antidoto alle esasperazioni di certe forze politiche: i problemi, per me, vanno affrontati».


Le priorità?
«Faccio solo alcuni esempi. C'è una middle class, una classe intermedia, che anche in Trentino vive in una situazione non dico "di povertà", ma di "non tutela". Poi vanno affrontati i problemi della casa e dell'assistenza. E nella sanità vogliamo tornare protagonisti. Naturalmente occorre anche un'innovazione di metodo: per ascoltare il territorio faremo molti incontri, ma apriremo anche alle nuove tecnologie. Abbiamo appena lanciato il sito internet».


Lei parla di concretezza, ma espressioni come «il grande centro » vanno ancora molto di moda anche nel suo partito e i valori risultano condizionanti. Buttiglione, per esempio, ha benedetto l'alleanza tra Udc e Dellai a patto che il governatore apra sul diritto alla vita.
«Se vogliamo aprire la terza fase dell'autonomia, certamente il bipartitismo va superato, così come gli schemi della politica precedente. E bisogna anche capire che occorre voltare pagina rispetto alle vecchie ideologie. È vero che esistono delicate questioni etiche, ma le posizioni diverse ci sono anche all'interno dei partiti. Qui dobbiamo governare questo territorio e il dibattito sui temi etici non dev'essere di ostacolo a questo compito. Da questo punto di vista, la posizione di Buttiglione mi sembra un po' esagerata».
 

Via libera all'Udc?
«Nessun imbarazzo, siamo felici se nella coalizione, accanto al Pd del riformismo democratico e agli autonomisti, abbiamo un centro più moderato che fa fatica ad accettare una destra demagogica».
 

La campagna elettorale incombe. Tornerete nelle caneve come vuole Dellai?
«Faremo incontri sul territorio, ma lo percorreremo anche con due furgoni che stazioneranno in mercati e piazze, con nostri giovani volontari. È la nostra risposta ai gazebo leghisti ».


In lista avrete praticamente tutti i consiglieri uscenti. Dov'è il rinnovamento?
«Su questo voglio essere chiaro. Dobbiamo dare spazio a una generazione nuova, con l'obiettivo di un creare una classe dirigente che generi ricambio alle amministrative del 2010. Per questo, nella lista per le elezioni di ottobre avremo trentaquattro persone che si contenderanno l'elezione all'ultima preferenza. Intendo dire che gli uscenti se la vedranno con figure competitive, se la giocheranno con tutti e non è scontato che se la guadagnino».
 
 

di Alessandro Papayannidis

Fonte: corriere del Trentino

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Notizia del 24.08.2008

Titolo: 
L'UpT è una grande idea a dimensione di Trentino
Data: 
24.08.2008
Testo: 

L'anno scorso arrivò in Trentino per la tre giorni del meeting dei quarantenni «Vedrò» alla centrale di Fies da sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Prodi e candidato alla segreteria del Pd. Ora è deputato dell'opposizione e ministro del Lavoro del governo ombra del Pd. Segretario del partito è stato eletto Walter Veltroni, il governo Prodi è caduto e Berlusconi è tornato a palazzo Chigi. Non è stato un grande anno per Enrico Letta. E sembra passato un secolo.

Onorevole Letta, anche quest'anno a «Vedrò» ci sarà una presenza trasversale di giovani volti della politica, tra cui Angiolino Alfano e Giulia Bongiorno, solo che ora loro sono al governo e lei è all'opposizione. Come vive questo momento?
Penso che questo sia il segno che la formula di Vedrò funziona e in fondo facciamo un ragionamento di lunga gittata, non ci facciamo condizionare dalla contingenza politica di anno in anno. L'anno scorso al governo c'ero io e quest'anno c'è Alfano. Fa parte delle regole del gioco.

Lei ieri in un'intervista alla «Stampa» ha parlato di «allarme rosso» per il Pd e di virus della «minoranzite», che rischia di condannare il partito a restare all'opposizione per molto tempo. Le elezioni provinciali di ottobre in Trentino saranno un nuovo test elettorale per il centrosinistra. Pensa che la formula adottata da Dellai, che è quella di affiancare al Pd un partito territoriale più centrista possa essere un modello per il livello nazionale?
Io sostengo a spada tratta l'idea che Dellai sta portando avanti, del resto non è la prima volta che il Trentino è terra di innovazione, la Margherita stessa è nata in Trentino. L'auspicio che faccio è che questo laboratorio politico che in Trentino sta operando abbia successo alle elezioni del 26 ottobre e poi venga anche traslato a livello nazionale.

Proprio in queste ore l'Udc ha deciso di lasciare il centrodestra per sostenere Dellai alle elezioni provinciali. Il Pd anche a livello nazionale non può vincere senza l'Udc?
Io penso che il dialogo con l'Udc sia un fatto di grande importanza e decisivo per il futuro del Pd e del centrosinistra.

Lei non crede all'idea del Pd come partito a «vocazione maggioritaria», ovvero che in Italia ci possa essere uno confronto tra due grandi partiti che si contendono il governo del Paese?
Io credo molto al Pd come partito delle autonomie. Ovvero a un partito che riesca a calarsi come un abito fatto su misura area per area. Questa in fondo è stata la forza di Berlusconi e del centrodestra. Nelle ultime elezioni sono riusciti a calarsi con la Lega e il Movimento di Lombardo al Sud nelle specificità locali. Il Pd è diventato un partito troppo romanocentrico. L'Upt è una grande idea e intelligente per il fatto che si sia pensato a un attacco a due punte legato alla specificità trentina, unita al recupero del rapporto privilegiato con l'Udc.

Però l'Unione per il Trentino resta una cosa diversa rispetto al Pd.
Sì, certo, ma l'operazione è concordata con il Pd. Il partito delle autonomie come io penso debba essere il Pd è giusto che rispetti anche questo.

Quando parla di trasferire a livello nazionale questo modello a cosa si riferisce in particolare?
Soprattutto al rapporto con l'Udc che ritengo sia fondamentale. Pensa che anche in altre regioni potrebbero nascere partiti territoriali a fianco del Pd? Vediamo come vanno le elezioni il 26 ottobre, da quello capiremo se è in modello esportabile anche da questo punto di vista.

Nessuna tentazione di trasferire «Vedrò» altrove?
Vedrò, come il Festival dell'economia, non potrebbe che svolgersi in Trentino. Questa è la quarta edizione, l'anno della maturità, e siamo molto contenti di aver scelto il Trentino e la centrale di Fies che ha un significato simbolico.
 

di Luisa Patruno

Fonte: L'Adige

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Notizia del 28.08.2008

Titolo: 
Domani l'assemblea dell'Unione per il Trentino
Data: 
28.08.2008
Testo: 

TRENTO — Domani sarà convocata l'assemblea dell'Unione per il Trentino, chiamata ad approvare la lista che la commissione elettorale ha predisposto in questo ultimo periodo. I principali candidati per le elezioni di ottobre sono, secondo i nomi usciti in questi ultimi giorni, il segretario dimissionario della Cisl Nicola Ferrante (che martedì ha sciolto le riserve), Sergio Anesi, Michele Odorizzi, Giuseppe Zumiani, Giuseppe Spagnolli, Renzo Anderle (anche lui ha confermato la sua corsa alle elezioni negli ultimi giorni). A questi candidati vanno poi aggiunti i consiglieri uscenti della Margherita: Adelino Amistadi, Giovanni Lenzi, Giorgio Lunelli, Marco Depaoli, Tiziano Mellarini, Mauro Gilmozzi, Sandro Turella, Guido Ghirardini.


Ieri intanto i Leali hanno richiesto un incontro della coalizione per parlare del programma in vista delle prossime elezioni. La domanda di un incontro urgente è stata firmata dal segretario Severino Bombardelli, lo stesso assessore Marco Benedetti ribadisce la necessità di trovarsi al più presto: «Mancano due mesi alle elezioni e non c'è stato ancora un momento nel quale si è concordata una linea comune». Nei giorni scorsi era stato il presidente dei Verdi Marco Boato a sollecitare un incontro delle forze a sostegno di Dellai.
 

Fonte: Corriere del Trentino

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Notizia del 30.08.2008

Titolo: 
L'Unione per il Trentino in campo con uno squadrone
Data: 
30.08.2008
Testo: 

L'Unione per il Trentino, il nuovo partito territoriale nato dalle ceneri della Margherita, è stato il primo ieri a presentare la lista di 34 nomi con cui chiederà il voto agli elettori, battendo sul tempo tutte le altre formazioni politiche. E si tratta di uno squadrone di tutto rispetto, che si mostra competitivo sia al suo interno, visto che è difficile dare per scontati i nomi dei probabili eletti, sia rispetto alle liste che le altre forze politiche stanno mettendo insieme in queste ore.

La scelta principale dell'Upt, come ha spiegato ieri il segretario Marco Tanas all'assemblea del partito, che ha poi approvato la lista, è stata quella di confermare tutti gli assessori e consiglieri provinciali uscenti - escluso Tiziano Odorizzi che si è fatto da parte di sua volontà - e di individuare però nomi nuovi che potessero essere altrettanto forti da poter pensare di superare il vantaggio dato da chi già da cinque anni o più è inserito nelle istituzioni a livello provinciale.

Tra i nomi di punta, che erano già trapelati nei giorni scorsi, ci sono Nicola Ferrante , segretario generale della Cisl del Trentino; Michele Odorizzi , presidente del Consolida e vicepresidente della Federazione della cooperazione; Renzo Anderle , sindaco di Pergine e presidente del Consorzio dei Comuni. Ci sono poi tredici donne - l'obbligo minimo di legge è di 12 - tra cui qualche nome che può giocarsi l'elezione come la dottoressa Vittoria Agostini , moglie di Marco Giovannini, che cinque anni fa fu candidata della Margherita e prese oltre tremila voti, così come ci riprova Flavia Fontana , ex dirigente Inps e presidente dell'Upt.

Ma ci sono anche imprenditrici e professioniste che potrebbero ben figurare come Piera Benedetti responsabile dell'Associazione artigiani della Vallagarina; Luisa Zappini , per anni combattiva segretaria di Nursing up e ora presidente dell'Ordine degli inferieri del Trentino; Rosanna Parisi , presidente dell'Apt di Comano; Dody Nicolussi , giornalista di Sky sport, «bondonera» che nei giorni scorsi era data in lista per la Lega; e c'è la giovanissima Roberta Bosetti della omonima famiglia titolare di una concessionaria d'auto a Lavis.

A differenza di cinque anni fa, quando la Margherita mise in lista, come punti di forza, soprattutto amministratori comunali, questa volta l'Upt ha ridotto il numero dei sindaci, ma non troppo. Oltre ad Anderle ci sono infatti Sergio Anesi , sindaco di Baselga di Piné; Gianfranco Zanon , commercialista e sindaco di Cunevo oltre che presidente del comprensorio della val di Non; Simone Santuari , sindaco di Grumes e unico nome in lista per la val di Cembra; Carmer Manfrini (Besenello). Ci sono pei un po' di assessori comunali, come Salvatore Panetta , che lascia la giunta Pacher perché confida in una molto probabile riuscita, visto che nella raccolta delle preferenze è una macchina da guerra; Stefano Bresciani di Arco; e il medico Giovanni Spagnolli di Rovereto. Nella Piana Rotaliana per dare fastidio a Rodolfo Borga, l'Upt ha messo in lista Sandro Pancher , presidente della Cassa rurale di Mezzocorona.

Tra le esclusioni a sorpresa c'è quella di Mariano Tomasini , presidente del Bim del Brenta, che fino alla vigilia veniva dato per sicuro e che lascerà campo aperto al consigliere della Bassa Valsugana uscente, Giovanni Battista Lenzi , così come è stato escluso Piergiorgio Ferrari , segretario del presidente Lorenzo Dellai, e consigliere comunale a Breguzzo. Nonostante Ferrari godesse del sostegno del governatore, Adelino Amistadi consigliere provinciale uscente delle Giudicarie, ha infatti posto alla commissione elettorale un aut aut: «O Ferrari o io» e, sostenuto da Tiziano Salvaterra e Silvano Grisenti, entrambi nella commissione elettorale, ha ottenuto quello che voleva. Anche in val di Sole, dove speravano in una candidatura i sindaci Cristoforetti e Daldoss, unico candidato locale - salvo la Zappini che è di Rabbi ma ha una caratura più provinciale - sarà il consigliere uscente Guido Ghirardini . Ieri all'assemblea l'ex senatore Mauro Betta , proprio pensando a questi e altri esclusi, ha esortato tutti a lavorare per l'Upt, nonostante i mal di pancia.

di Luisa Patruno

Fonte: L'Adige

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Notizia del 30.08.2008

Titolo: 
I nomi della lista dell'Unione
Data: 
30.08.2008
Testo: 

Approvata ieri sera la lista dei candidati che l'Unione per il Trentino presenterà alle elezioni provinciali del 26 ottobre:

 

Vittoria  Agostini    medico specialista in malattie cardiovascolari


Cristiana  Angeli    Direttrice Promocop


Piera  Benedetti    Resp. Territoriale ass. artigiani Vallagarina, Ass. comune Ronzo Chienis


Roberta  Bosetti    giovane imprenditrice


Margherita  Ducoli
    albergatrice di Riva del Garda


Flavia  Fontana     Ex-dirigente INPS, Pre. Unione per il Trentino, consigliera comunale


Carmen  Manfrini 
   Sindaco di Besenello, vicepres. Comprensorio Vallagarina


Monica  Morandini    Dir. Generale Mezzocorona calcio, conduttrice televisiva e radiofonica


Dody  Nicolussi    Atleta, giornalista sportiva di Sky Sport


Rosanna  Parisi    Pres. APT Comano Terme


Linda  Pizzo    Sociologa, Resp. formazione professionale ANFFAS


Luisa  Zappini    Pres. dirigenti infermieristici


Adelino  Amistadi    Consigliere provinciale


Renzo   Anderle    sindaco Pergine, Pres. Consorzio comuni trentini


Sergio  Anesi    Sindaco di Baselga di Piné, Pres. comprensorio Alta Valsugana


Stefano  Bresciani    Ass. comune Arco


Tomaso  Bruti    medico Ass. comune Pinzolo


Gianpaolo  Daicampi    geometra libero professionista, maestro di musica


Marco  Depaoli    Consigliere provinciale


Nicola  Ferrante    Segr. Generale Cisl


Guido  Ghirardini    Consigliere provinciale


Mauro  Gilmozzi    Assessore provinciale all'urbanistica


Giovanni Battista  Lenzi    Consigliere provinciale


Giorgio  Lunelli    giornalista, Consigliere provinciale


Mario  Magnani    vice presidente del Consiglio provinciale


Tiziano  Mellarini    Assessore provinciale al turismo, agricoltura e commercio


Michele  Odorizzi    Pres. Consolida, vicepres. Federazione trentina della Cooperazione


Salvatore  Panetta    Ass. comune Trento, funzionario comprensorio Valle dell'Adige


Giuseppe   Parolari     medico, Consigliere provinciale


Pancher   Sandro    Pres. Cassa Rurale Mezzocorona


Simone  Santuari    Sindaco Grumes, geometra libero professionista


Giovanni   Spagnolli    medico, Assessore comune Rovereto


Sandro  Turella    Consigliere provinciale


Gianfranco  Zanon    Pres. Comprensorio Valle di Non, Sindaco Cunevo

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Notizia del 01.09.2008

Titolo: 
L'Unione per il Trentino non è un film vecchio già visto
Data: 
01.09.2008
Testo: 

"Caro direttore, immagino che lei di film ne abbia visti e goduti tanti. Ma non vorrei che da cinefilo - della politica, s'intende - lei incappasse nell'errore di quei critici che, troppo sicuri del «mestiere», si fermano al nome del regista e degli attori principali per immaginare la trama. È ben vero che di questi tempi è tornato di moda il 5 in condotta, ma non mi pare che si sia introdotto anche il 5 in condotta preventivo. E la preventiva bocciatura. Vorrei, insomma, evitarle il rischio di doversi ricredere quando - e io sono certo che sarà così - si accorgerà che il film che lei bistratta ancora prima della visione, la nascita e i primi passi di «Unione per il Trentino», dimostrerà nei fatti di essere l'evoluzione ideale e operativa e non una furbesca riproposizione in chiave elettorale della Civica Margherita. A lei basta un elenco di nomi - la nostra lista per le elezioni provinciali - per bocciare un processo che nelle elezioni ha sì un passaggio cruciale ma che non è, e soprattutto non sarà, un espediente elettorale.


Lei fa riferimento ai film - (il già visto…) - e allora resterò al suo gioco. Tuttavia, non accetterò le sue regole del gioco. Non mi dilungherò in difese d'ufficio di questo o di quel candidato che a suo dire rappresenta il vecchio, il potere «territoriale». Se lo facessi, farei un torto all'intelligenza e alla dedizione delle persone che si sono rese disponibili a rappresentare l'Unione per il Trentino anche nell'urna, accettando l'unico giudizio che conta: quello degli elettori. E farei, più di tutto, un torto a quelle centinaia di trentini che nelle nostre assemblee di zona hanno indicato quei nomi esprimendo fiducia per come hanno amministrato istituzioni, per come si sono spesi nella società economica, per come si impegnano nelle realtà del volontariato, per come sanno aderire alle esigenze dei luoghi da cui provengono.

Caro direttore, il film che stiamo provando a girare ha un set aperto al quale - e qui davvero senza alcuna polemica - la invito a partecipare. Se ci seguirà, se vorrà provare a rendersi direttamente conto di che cosa è e di che cosa vuol diventare l'Unione per il Trentino, sono certo che la sua analisi non si focalizzerà solo su una trentina di nomi.

È vero, nell'Unione c'è tanta Margherita. C'è - e lo rivendico con grande serenità - la storia di un lungo periodo di governo del Trentino che ha garantito qualità della vita e dell'ambiente, equità sociale, sviluppo. Se il Trentino vive con meno drammaticità i problemi nazionali - e attenzione, parlo di meno drammaticità, non certo di assenza di problemi - lo si deve anche a chi ha cercato di interpretare e difendere la nostra Autonomia come strumento per migliorare questa terra: per includere, per accogliere, per aumentare i servizi, per dare linfa a un sentimento di comunità che è l'antidoto all'egoismo a cui altri si ispirano per costruire pericolose teorie di governo.

Tutto questo si è fatto anche grazie alla Margherita. Il che non vuol dire - ovviamente - che tutto si sia fatto bene, senza contraddizioni e senza errori. Ma in politica il «nuovo» è una parola vuota e beffarda - così come lo slogan che inneggia al cambiamento senza indicare alcuna direzione e alcuna azione concreta - se non fa tesoro di una storia, se non modella l'esperienza sulle necessità del presente, se immagina il futuro come una tabula rasa. Ecco perché l'Unione per il Trentino non è e non vuole per forza essere «nuovista».

L'Unione per il Trentino è «vecchia» nei valori che fin qui ci hanno preservato da enormi rischi: il popolarismo inteso come valorizzazione piena della laboriosità, della serietà, dell'impegno che rende ogni trentino custode della ricchezza del proprio territorio, della valenza civile dei propri rapporti sociali; e ancora il rispetto per le regole che diventa anche la regola del rispetto verso i diritti dei più deboli. Caro direttore, la deluderò, ma insisto nel dire che l'Unione per il Trentino si sente anche «nuova».

È nuova nell'aver aperto con convinzione - e fin qui con un successo che lusinga - le porte di quello che vuol diventare un laboratorio di idee e di azioni a culture «altre» rispetto a quelle che hanno fatto la storia della Margherita. Da sinistra, dal centro e anche da destra hanno deciso di scommettere su questo nostro partito persone che non portano «quote» di potere vero o presunto ma il loro vissuto, la loro storia lavorativa e sociale. Le loro idee. E dall'intreccio di questi mondi, si questi diversi «sentire» si è fin qui prodotto un confronto finalmente libero da incrostazioni ideologiche nel quale nessuno ha la verità in tasca ma tutti sono apparsi pronti a misurarsi con gli altri ritrovando, nelle proposte, motivazione e voglia di non stare alla finestra della politica. Sarà il nostro programma a dimostrare cosa c'è di nuovo, cosa c'è di vero, in questo processo. Quanto alle elezioni, poi, generalmente vi si partecipa per vincere.

Noi siamo in campo con gli uomini giusti e le idee giuste per far vincere Lorenzo Dellai e la sua coalizione perché il Trentino non merita di essere governato «solo» mettendo le inferriate alle finestre e minacciando l'assalto dei barbari dalla pelle di altro colore. Caro direttore, nel film dell'Unione si sta provando a dare dignità a due parole purtroppo in disuso nella teoria e nella pratica: collettività e partecipazione. Io sono convinto che - alla lunga - questo film le piacerà."

Marco Tanas
 

Fonte: L'Adige

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