MARCO TANAS - 27.02.2010
INTERVENTO ASSEMBLEA PROVINCIALE AMMINISTRATORI UNIONE
Care amiche, cari amici,
devo dire che sono particolarmente orgoglioso oggi di trovarmi qui con voi. L’Unione per il Trentino cresce, fa passi in avanti, affronta passaggi sempre più importanti.
Con il I° Congresso provinciale dello scorso novembre abbiamo finalmente dato forma organica alla nostra struttura, dandoci uno Statuto, costituendo gli organi rappresentativi del nostro partito su tutto il territorio provinciale: coordinamenti e coordinatori di valle, comunali, circoscrizionali.
Ci siamo, l’Unione è ormai una realtà consolidata, presente nelle comunità del Trentino, pronta ad affrontare le nuove sfide che ci attendono, sfide impegnative con le quali ci confronteremo con la determinazione di chi coltiva un progetto ambizioso.
Giovedì scorso Romano Prodi, intervenuto al convegno in omaggio a Chiara Lubich ha detto “Ora in politica manca una visione di futuro”: è vero, questa miopia c’è ed è un dato molto preoccupante, perché fare politica non può essere la gestione del momento contingente, dell’emergenza più pressante, del malcontento urlato.
La politica è e deve essere visione del futuro, sguardo lungimirante sulla complessità di una società in evoluzione, capacità di rischiare per stare al passo coi tempi, prevederli, precorrerli.
Solo così è possibile costruire una comunità forte e coesa, capace di rimboccarsi le maniche nei momenti di difficoltà; una comunità piena di quell’entusiasmo di chi vuole prendersi cura del bene comune, di chi vuole progettare nuovi scenari per il suo territorio, di chi vuole immaginare e costruire il futuro dei propri figli.
E così è nata l’Unione, con questi intenti, con questa idea, con questo sogno. Alcuni pensavano che l’Unione sarebbe servita per superare un momento difficile, per vincere una sola battaglia d'autunno. Così non è stato e la vostra presenza qui oggi ne è l’ennesima prova.
L’Unione per il Trentino nasce come partito politico di nuova concezione, per interpretare un ciclo lungo della politica, con l'ambizione di servire il Trentino nella terza fase della sua Autonomia speciale.
Autonomia che non è privilegio, bensì riconoscimento di un senso di responsabilità, di una capacità di autogoverno, di un’attitudine alle gestione collettiva che è tipica della storia della nostra Terra.
Un’Autonomia che ci garantisce la possibilità di governarci, di fare progetti, di decidere cosa vogliamo fare sul e del nostro territorio.
Questo vuol dire assunzione di responsabilità e in questa direzione va anche l’“accordo di Milano” firmato recentemente dal Governo provinciale con quello nazionale: un accordo che non è una mera richiesta per mantenere lo status quo, bensì la richiesta di un ampliamento delle nostre competenze, unico modo per arginare i danni di un federalismo che già ci ha tolto oltre 400 milioni di euro.
E’ in questo scenario che noi riteniamo - ancor più vista la natura territoriale del nostro progetto politico - che i Comuni rappresentino davvero il perno sul quale poggiare il nostro progetto per il Trentino, comuni che sono il nucleo fondante delle nostre comunità, la solida base di tradizioni e valori sulla quale costruire il futuro.
La storia contemporanea è il racconto delle nostre tradizioni, del tempo passato e del presente, che corrono fianco a fianco con le innovazioni tecnologiche ed i progressi della conoscenza.
La storia delle comunità è quella che ciascun individuo racconta attraverso la testimonianza quotidiana del fare, attraverso la capacità di tradurre in attività i beni del nostro territorio in un rapporto costruttivo tra pubblico e privato.
Gli operatori economici delle diverse realtà produttive, le associazioni e la cooperazione, il volontariato, i singoli che vivono tutti i giorni le microcomunità non possono rimanere ai margini del nostro progetto politico, progetto che è innovativo proprio perché l’associazionismo democratico si esplicita proprio attraverso la partecipazione attiva di ogni cittadino ed è la partecipazione la viva testimonianza dell’appartenenza alla propria comunità.
Ed è questo spirito di appartenenza che noi oggi dobbiamo ricostruire in maniera nuova, questa è la chiave di lettura per camminare verso il mondo globalizzato, perché anche nel nostro Trentino i cambiamenti socio-economici generano paure, soprattutto nei paesi più piccoli, soprattutto laddove si vede con preoccupazione la necessità di riconvertire alcuni sistemi produttivi per adeguarsi alle nuove tecnologie.
Per questo ogni comune, dal più piccolo al più grande, dal più vicino al più distante, è per noi fondamentale.
Ognuno di essi per noi ha un valore aggiunto, un valore che è dato da tutti gli uomini e le donne che ogni giorno si spendono prendendosi cura della propria comunità con passione, senso del dovere, impegno civico. Persone che con dedizione mettono a disposizione il proprio tempo per gestire la cosa comune, creare sviluppo del territorio, realizzare progetti sociali, mettere in rete il lavoro e le imprese, inventare nuove forme di cooperazione, in una parola per “fare comunità”.
Il nostro obiettivo, il nostro intento, la nostra volontà vanno in questa direzione: valorizzare il capitale umano e sociale presente sul territorio, dare loro un valido supporto per portare avanti un’idea condivisa dell’amministrazione del pubblico, mettere a disposizione gli strumenti necessari per investire in innovazione e sviluppo economico.
Tutto ciò va fatto seguendo un’ottica complessiva della nostra Provincia, che venga però declinata territorialmente, valle per valle, comune per comune, frazione per frazione, a partire da quelle che sono le vocazioni specifiche di ogni singolo territorio.
Dobbiamo favorire una strategia di lungo raggio che permetta il consolidarsi delle reti economiche, infrastrutturali, culturali e ambientali attraverso lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse locali e una più efficace gestione dei beni collettivi che miri ad aumentarne la produttività.
Insomma, un modello di sviluppo territoriale policentrico, che sappia mettere al centro la famiglia, il lavoro, le imprese, che valorizzi le attività economiche legate al territorio in un’ottica di sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
E su questo fronte sarà di fondamentale importanza la sfida delle Comunità di valle: una riforma ricca di opportunità, ma carica di nuove responsabilità.
Già, perché nel solco della tradizione di questa terra, la riforma istituzionale fornisce modalità innovative di auto-gestione del territorio.
Non un mero trasferimento di risorse finanziarie, bensì l’attribuzione di competenze concrete per affrontare con una visione di insieme le realtà delle singole valli, ognuna con le proprie peculiarità e specificità.
E’ una bella scommessa quella delle Comunità di valle. Starà a tutti noi, alla politica, saperla fare fruttare, saperne realizzare le potenzialità.
Per farlo è necessario avere coraggio, perché questo vuol dire farsi carico di una forte assunzione di responsabilità accompagnata da uno sguardo lungimirante verso il futuro.
Oggi abbiamo voluto organizzare questo incontro, un’Assemblea provinciale di tutti gli amministratori dell’Unione, un momento simbolico per ritrovarci assieme, per ringraziare quanti di voi si sono messi al servizio della Comunità in questi anni e quanti continueranno a farlo con lo stesso entusiasmo di sempre alle prossime elezioni amministrative, per l’Unione, per il centro-sinistra autonomista, per le liste civiche che faranno riferimento a quella piattaforma valoriale che si rifà al popolarismo, al riformismo, all’autonomismo.
Un momento simbolico che segna anche un passaggio importante per quei sindaci che sono al terzo mandato e che daranno il testimone a forze nuove, a giovani che si affacciano al mondo della politica magari per la prima volta e che certamente avranno bisogno di avere accanto quelle persone che costituiscono l’esperienza, la memoria storica, il bagaglio culturale, sociale e politico del passato.
Il nostro è un partito nuovo, ma con le radici ben piantate in quei valori in cui tutti noi ci riconosciamo. Il Trentino negli ultimi 10-15 anni ha raggiunto altissimi livelli di benessere e qualità della vita, ma anche elevati livelli nella ricerca e nell’innovazione. Questo è stato possibile grazie al sistema trentino, grazie alla capacità di ben amministrare con efficacia ed efficienza, ma anche perché in Trentino lo scenario politico di cui siamo stati protagonisti ha precorso il livello nazionale.
Prima l’esperienza importantissima della Margherita, poi quella innovativa ed originale dell’Unione per il Trentino (naturale evoluzione di quel progetto territoriale insito nella Margherita stessa), adesso l’ultima nuova sfida di Alleanza per l’Italia, che nel degrado della politica nazionale, nel fallimento del sistema bipartitico, apre un percorso nuovo di prospettiva politica: una strada certo non facile, ma necessaria per far uscire il Paese dall’empasse tra un governo Berlusconi che salvaguarda esclusivamente gli interessi del premier, ed un centrosinistra incapace di fare una vera opposizione con fermezza e chiarezza di posizioni.
Oggi noi dobbiamo fare un nuovo salto di qualità, dobbiamo andare oltre il buon governo delle amministrazioni locali degli ultimi anni, dobbiamo aprire nuovi scenari, avvicinando i giovani che si sentono distanti dalla politica.
Siete voi a poterli appassionare grazie al vostro inestimabile patrimonio di idee e valori, di esperienze e competenze: è solo attraverso uno scambio intergenerazionale che potremo costruire il futuro con i piedi ben piantati nelle nostre radici valoriali.
Qualche giorno fa ho letto con interesse l’articolo pubblicato dal Trentino a firma di Ilaria Vescovi, nel quale faceva alcune riflessioni sulla classe dirigente. Ed ha ragione quando dice che il ricambio di classe dirigente a volte è troppo lento, altre è troppo veloce: non è il nuovismo quello che serve, non basta cambiare le facce per avere una politica migliore, ma è anche giusto dare spazio ai giovani, a chi non si è ancora misurato in politica, non direttamente. Ci sono tanti ragazzi e tante ragazze pieni di entusiasmo e di voglia di mettersi alla prova: nell’Unione ce ne sono molti, magari non sono conosciuti, non finiscono sui giornali, ma ci sono, ed il partito è e deve tornare ad essere quel luogo dove crescono, dove si confrontano con gli altri, dove possono misurare il proprio talento, la propria capacità e competenza, la propria preparazione.
Con l’assetto organizzativo del partito è emersa forte la necessità di tornare a fare formazione politica. E così è nato il “Laboratorio delle idee”: un luogo dove confrontarsi e dove sviluppare idee su temi come lo sviluppo economico, il welfare, l’ambiente, la partecipazione, l’innovazione, il capitale identitario.
Ed ho fortemente voluto che fossero dei giovani a gestire questi gruppi di lavoro, alcuni forse un po’ inesperti, ma preparati, perché se non diamo delle opportunità di crescita, degli spazi dove mettersi alla prova, dove acquisire conoscenze ed esperienze, non potranno mai essere pronti per fare politica, per amministrare, e certe cose non si improvvisano.
Per quanto riguarda le amministrative vorrei innanzitutto esprimere tutto il mio apprezzamento e ringraziamento ai nostri coordinatori di valle, oggi qui con noi, che stanno lavorando su tutto il territorio in stretta collaborazione con me e con il nostro responsabile agli enti locali Nicola Ferrante, che ci tengo a ringraziare pubblicamente per tutto l’impegno che sta profondendo e il tempo che sta dedicando in queste settimane ad un’attività certo non facile.
In questa fase abbiamo bisogno della collaborazione di tutti coloro che rappresentano l’Unione a livello locale, quindi anche tutti voi, perché territorialità per noi vuol dire davvero dare spazio a chi conosce e vive il territorio, perché solo in questo modo i programmi e le liste che presenteremo a maggio saranno davvero rappresentative delle comunità che andranno a votare.
Ribadisco la nostra linea di azione, nonchè la nostra ferma volontà di lavorare per ripresentare la coalizione di centro sinistra autonomista provinciale, coinvolgendo ove possibile anche quelle liste o movimenti civici che si riconoscono nella coalizione, confermando la linea del confronto costruttivo e l’obiettivo di aggregare le forze moderate. Noi abbiamo sempre agito in questa direzione, la nostra linea politica non è mai stata messa in discussione e ci siamo attivati su tutti i territori per mediare tra i nostri alleati per mantenere la coesione coalizionale senza porre veti a nessuno, ma agendo nell’interesse comune.
Noi dell’Unione stiamo lavorando e ci stiamo adoperando con lealtà per costruire e riproporre, anche laddove il territorio esprima perplessità, la coalizione provinciale di centro-sinistra autonomista. Questo vale dal comune più importante a quello più piccolo, anzi, noi in questo senso stiamo chiedendo di essere maggiormente inclusivi.
Se vogliamo vincere le prossime elezioni amministrative nell’interesse esclusivo delle singole Comunità - unico obiettivo che noi ci poniamo - è il caso di mettere da parte gli eccessi di protagonismo dei singoli partiti e di collaborare per dare risposte serie ai problemi che toccano i cittadini.
Non a caso abbiamo scelto gli slogan della campagna elettorale per le amministrative.
Il primo “C’è bisogno di Unione”: unione che vuol dire coesione sociale, unità di azione e di intenti. E l’altro “C’è voglia di comunità, c’è voglia di Unione”: perché oggi più che mai c’è la necessità, il desiderio di sentirsi parte di un progetto condiviso, di quel patrimonio valoriale della propria comunità territoriale e sociale.
Ci aspettano due mesi di intenso lavoro: dovremo parlare con le persone, ascoltarle con umiltà, capire le loro esigenze, farcene interpreti e accompagnarle verso la costruzione della Comunità autonoma del Trentino.
Forza e coraggio, insieme possiamo fare molto, insieme possiamo fare un altro importante passo per costruire il futuro della nostra Terra, così come lo sogniamo.
Grazie a tutti!
