Notizia del 21.02.2010

L’Upt e i candidati «Non di un partito»

TRENTO— «C’è bisogno di Unione» è lo slogan con cui l’Upt dà ufficialmente il via alla sua campagna elettorale per le comunali di maggio. Sotto la guida di Mauro Colaone e Adriano Paoli è stato prodotto anche una sorta di vade mecum per la realizzazione dei diversi programmi elettorali, un filo rosso che colleghi le proposte amministrative di chi si presenterà sotto la bandiera dell’Upt o comunque con una lista di ispirazione. Da Nicola Ferrante, che è stato indicato dal partito come responsabile di queste elezioni, arriva anche un segnale agli alleati a proposito della scelta dei candidati: «Siano persone rappresentative delle comunità, non solo espressione di una logica di maggioranza». Il destinatario del messaggio è chiaro: il Partito democratico.
 

I manifesti elettorali sono pronti e sabato prossimo tutti gli amministratori di area Unione sono invitati a prendere parte a un’assemblea «che— spiega il segretario Marco Tanas— sarà una sorta di chiamata a raccolta, maanche un momento di festa». Il coordinatore ha ribadito anche ieri «il chiaro orientamento politico dell’Unione, che vuole contribuire a rafforzare la coalizione che governa la Provincia anche in occasione di queste elezioni. Non ovunque— ha aggiunto— la coalizione potrà andare compatta. Esistono comuni grandi, dove la dimensione politica è importante e comuni più piccoli, dove lo è meno. In ogni caso poi noi saremo rispettosi delle dinamiche locali, che risentono ovviamente anche dei rapporti interpersonali».

 
La piattaforma politica cui i candidati dell’Unione potranno trarre ispirazione, indica «strategie di fondo — spiega Paoli — come la famiglia, il lavoro e l’importanza che per noi riveste l’iniziativa privata». Non è escluso il tema dell’immigrazione «una sintesi tra le necessità di sicurezza e le opportunità di integrazione». L’Upt insiste anche sulla valorizzazione dei beni patrimoniali dei Comuni. «In Trentino — ricorda Colaone — i comuni non sono solo amministrazione, ma anche patrimonio. Bisogna aumentare la produttività di beni collettivi fondamentali come l’acqua, sempre in una logica di sostenibilità ambientale». Gli spunti non mancano. Come non mancano le difficoltà nell’individuazione dei candidati sindaco dei centri maggiori. Valduga, Fiorini, Mattei. Nomi non targati Upt, che però l’Unione spinge, anche per evitare di «subire» uomini del Pd. Non è, però, una resa al «civismo». «Cinque anni fa— nota Tanas— era diverso— ora il civismo può essere recuperato e valorizzato in una cornice in cui i partiti sono protagonisti». Il nome di Valduga, però, non è stato fatto.

TRISTANO SCARPETTA

CORRIERE DEL TRENTINO