Notizia del 19.02.2010
Il governatore Lorenzo Dellai ieri era inviperito per l'iniziativa del gruppo provinciale del Pd che ha deciso di presentare - senza dire nulla né a lui né agli altri partiti della coalizione - quattro disegni di legge che mirano a modificare le regole sulle nomine di competenza della Provincia, ridurre il numero dei dirigenti provinciali, abbassare il quorum per i referendum abrogativi e sulle preferenze alle donne. Dellai si è arrabbiato a margine del consiglio provinciale con il capogruppo del Pd, Luca Zeni, e poi se l'è presa pure con Roberto Pinter, della segreteria del Pd, che era arrivato nella buvette del consiglio per parlare con il presidente delle prossime elezioni comunali.
«Se pensate di andare avanti così, abbiamo già chiuso ogni nostro discorso» è sbottato Dellai rivolto a un attonito Pinter. E proprio le elezioni comunali di maggio fanno da sfondo alle tensioni tra il primo partito della coalizione e quello del governatore, l'Upt, tanto che il capogruppo dell'Unione, Giorgio Lunelli, non esita a dichiarare: «Sul metodo devo dire che queste iniziative hanno un sapore provocatorio. E' vero che ogni gruppo è libero di presentare i disegni di legge che vuole, ma proposte impegnative o di una particolare rilevanza democratica, come il referendum, ritengo sia doveroso parlarne prima in maggioranza per arrivare a una condivisione, a meno che - dice velenoso Lunelli - l'intenzione del Pd non sia solo quella di presentare un manifesto politico-elettorale in funzione delle prossime comunali e non arrivare all'approvazione dei disegni di legge».
Il presidente Dellai intanto esclude l'ipotesi di un testo unificato fra il disegno di legge della giunta sul personale provinciale e quello del Pd sui dirigenti, che sono entrambi in commissione. «Perché dovrei?» si limita a dire. «Ognuno - aggiunge Dellai - usa il metodo che ritiene più giusto: io cerco di tenere insieme un progetto importante per il Trentino e di questo mi sento responsabile. Perché è un progetto più importante di me, del Pd, dell'Upt. Certo, non tutti mi sembra diano a questa responsabilità lo stesso peso».
LUISA MARIA PATRUNO
L'ADIGE