Notizia del 17.02.2010

«Noi volontari vessati dalla Siae»

L'anno scorso fu una vera e propria strage: il carnevale di Oltrecastello, quello di Villazzano, un carro a san Donà. Per gli organizzatori delle manifestazioni nei vari quartieri della città le quattro lettere che identificano la Siae, la società degli autori ed editori, erano diventate un incubo. E appena vedevano qualche personaggio in giacca e cravatta mimetizzato tra le mascherine subito a pensare a controlli, verifiche e multe. Ad un anno di distanze a tenere vive le lamentele su un'eccessiva intrusione della Siae nella gestione di manifestazioni quasi del tutto volontaristiche ad alta finalità sociale ci pensa il Coordinamento teatrale trentino, una realtà che organizza qualcosa come 1.200 spettacoli l'anno e «muove» un giro di persone pari a quello del Centro Santa Chiara. «Da più di 30 anni facciamo attività - attacca il presidente Maurizio Zeni - e non abbiamo mai avuto discussioni. Negli ultimi tempi, però, la situazione è cambiata e non sono pochi i problemi che si sono venuti a creare». Zeni è chiaro: «Abbiamo l'impressione di pagare ben più di quanto dovuto rispetto al livello di manifestazioni che proponiamo».

«Noi a San Donà - rincara la dose Renato Tomasi, consigliere comunale e instancabile animatore - l'anno scorso abbiamo preso una multa di oltre 400 euro semplicemente perché c'era un carro con a bordo un pagliaccio e un sottofondo di baby dance per i bambini. La Siae ci contestò il fatto che si trattava di musica da discoteca. Mi è sembrato davvero esagerato». Quest'anno, per non rischiare di nuovo brutte sorprese, a San Donà hanno pagato come i grandi. «Eppure - dice ancora Tomasi - sono venuti a controllarci». Segno che alla Siae non si fidano. Per questo ora Tomasi - che da presidente della commissione trasparenza del Consiglio comunale di Trento è anche istituzionalmente interessato alla questione - pone tra i suoi prossimi impegni quello di contattare il direttore della Siae per studiare una formula di pagamento più semplice (e meno onerosa) per tutti gli eventi gratuiti organizzati dalle associazioni di volontariato.

Se Tomasi cerca la strada della mediazione, Zeni mette in campo le «armi pesanti». «La nostra prima richiesta è un interessamento formale della Provincia per risolvere il problema - spiega - Non vogliamo evitare di pagare, anche perché siamo un'associazione pubblica e non ci permetteremmo mai di evadere, quanto perché il direttore della Siae di Trento adotta comportamenti che mettono in difficoltà gli organizzatori di eventi in Trentino. La nostra impressione è quella di essere vessati. Per questo vogliamo capire le modalità con cui vengono decisi gli importi». «Abbiamo infatti la netta sensazione - continua Zeni - di pagare di più del dovuto». Un esempio: «Solo per quest'anno abbiamo fidejussioni per oltre 12 mila euro che non sono mai esistite in precedenza». I toni sono accesi e il Coordinamento teatrale non ha nessuna intenzione di mollare la presa. Tanto per far capire l'aria che tira Zeni butta lì: «Ci muoveremo anche con la sede centrale a Roma».

Intanto in Provincia c'è chi ha preso a cuore le richieste di comitati di quartiere, associazioni, bande, cori. È il consigliere dell'Upt Giorgio Lunelli, che sul tema ha presentato proprio ieri un'interrogazione. «Quello che colpisce è l'atteggiamento più volte usato dall'agenzia Siae di Trento nei confronti dell'utenza pubblica e privata. Forse questa solerzia - attacca Lunelli - dimentica che nel Trentino esiste, da secoli, una consolidata cultura di rispetto delle regole e di onesto rapporto tra cittadini e Stato». Come dire: qui siamo onesti e non si capisce il comportamento così duro della Siae. «Nei confronti di questi volontari - critica il consigliere - l'atteggiamento è di tipo persecutorio, quasi come se si fosse di fronte a furbetti da smascherare. Ma non è così. Per il 90% in Trentino si tratta di volontari che, se sbagliano nel compilare i formulari, lo fanno per negligenza e sottovalutazione, non certo per dolo».

DANIELE BATTISTEL

L'ADIGE