Notizia del 04.02.2010
Tanas: «Si è aperta una porta, non chiudiamone subito altre»
TRENTO — Marco Tanas cerca di interpretare fino in fondo il ruolo del segretario ecumenico e favorevole alle più ampie convergenze possibili. «Oggi si è aperta una porta — dice a proposito di Valduga— evitiamo di chiuderne subito delle altre» aggiunge riferendosi al veto posto dal sindaco sul Pd.
Resta un equivoco di fondo che i vertici dell’Unione per il Trentino dovranno chiarire nei prossimi giorni. Mentre il segretario provinciale accoglie con viva soddisfazione la disponibilità di Valduga, il coordinatore cittadino, Michele Michelini, si prepara a presentare alla stampa l’accordo politico sottoscritto insieme a Pd, Patt e Udc roveretani. Un accordo che di fatto si sostanzia di un unico punto: corriamo uniti e il candidato sindaco lo scegliamo insieme in un secondo momento, escludendo i nomi sgraditi a ogni componente. L’intesa già sottoscritta dai dirigenti cittadini sarà illustrata questo pomeriggio, ma è chiaro che, se interpretata coerentemente, esclude ipotesi di convergenza su Guglielmo Valduga.
Da Trento, il segretario provinciale del Patt, Ugo Rossi, fa capire che la priorità strategica degli autonomisti è rafforzare l’area centrista. «Il Patt su Valduga c’è, lo abbiamo sempre detto, in alternativa avremmo anche sostenuto la candidatura di uno dei suoi assessori, ad esempio Spagnolli. Il candidato sindaco deve far sentire valorizzata un’area moderata, legata alla cultura autonomista e a quella popolare, che diversamente si sentirebbe esclusa». Rossi non è preoccupato dall’accordo sottoscritto dai suoi: «Dice che si va insieme, non che si esclude Valduga». E forse sarà questa l’interpretazione su cui insisteranno in casa Patt, Upt e Udc da Trento, per convincere i propri referenti cittadini. Se poi il Pd dovesse porre, come pare scontato, il veto su Valduga, potrebbe essere tacciato d’aver cercato la rottura. Ipotesi.
Per il momento, l’Upt provinciale spinge per una soluzione di ampia convergenza. «Quello dato da Valduga è un segnale di disponibilità importante, un’apertura senz’altro positiva — osserva Tanas —. Noi abbiamo sempre ripetuto che i veti sono comunque sbagliati. Si è aperta una porta, ora evitiamo di chiuderne subito delle altre». L’auspicio è chiaro: lavorare perché Valduga e il Pd riescano a parlarsi e, perché no, ad accordarsi. Ma se l’auspicio è chiaro, le prospettive lo sono molto meno. Le parole del sindaco sui democratici non sembrano suscettibili di appello e lo stesso dicasi per quelle del Pd cittadino su chi ha amministrato la città in questi cinque anni. «Alcune dinamiche sono difficili da comprendere— lamenta il segretario Fabiano Lorandi —. Veniamo da un periodo in cui il centrosinistra cittadino era diviso, e ho usato un eufemismo. Siamo riusciti a chiudere un accordo condiviso da tutti che vede confermato il perimetro della coalizione provinciale. Non dico che ci aspetteremmo l’applauso, ma nemmeno che da Trento ci fosse chi lavora per soluzioni diverse». Lorandi si dice ottimista sul rispetto degli impegni da parte degli alleati. «L’accordo è stato sottoscritto e personalmente mi fido delle persone con cui mi sono confrontato».
CORRIERE DEL TRENTINO
