MARCO TANAS - 05.12.2009

VOGLIA DI CRESCERE

Leggo con stupore e perplessità quanto scrive oggi nel suo editoriale Marco Brunazzo sui rapporti tra Unione e Pd. Non vedo alcuna contraddizione quando l’Unione parla di lealtà rispetto ai suoi più stretti alleati (il Pd, ma anche Patt e Udc) e di ambizione a crescere, sia in termini di capacità elaborativa dell'azione politica che di consenso elettorale.

Quale partito non ha l’ambizione di crescere? E perché un partito che a quattro mesi dalla sua nascita ha preso il 18% non può legittimamente aspirare a diventare il primo partito del Trentino ora che si è consolidato? L’Unione non dice che vuole sottrarre consensi al Pd. L’Unione ambisce a essere il primo partito del Trentino, cosa ben diversa.

L’Unione, poi, nasce per uscire dalle logiche centraliste romane e costruire un progetto davvero territoriale, che sappia interpretare le esigenze reali delle comunità e proporre soluzioni concrete. Questa è già una realtà: è infatti gra­zie alla nostra presenza che oggi la Provincia è governata dal centrosinistra.
Infine, l’Unione è un partito popolare, riformista e territoriale che si propone di intercettare tutti quegli elettori che non si riconoscono in nessuno dei partiti nazionali oggi in Parlamento e di dare una casa a tutti coloro che sono delusi dal deterioramento della politica al quale assistiamo quotidianamente.

L’Unione per il Trentino non vuole, quindi, rubare consensi al Pd. L’Unione vuole riconquistare la fiducia di quelle persone che oggi sono costrette a rinunciare al proprio diritto al voto oppure che preferiscono appoggiare un centro­destra populista e demagogico, poiché non si sentono rappresentate da un Partito democratico che vedono troppo spostato a sinistra.

Per quanto riguarda, invece, il nuovo progetto di «Alleanza per l’Italia» è bene spiegare che si tratta di una piattaforma politica innovativa, che vuole mettere in rete movimenti e liste civiche presenti sul territorio, a partire da quelli del nord Italia. Un partito che — come ho detto al congresso e ribadito al parlamentino dell’Unione — se riuscirà a diventare un soggetto politico di respiro nazionale, ma rispettoso dei principi organizzativi di matrice federale, po­trà diventare anche il nostro riferimento nazio­nale. L’Unione per il Trentino non rinuncerà al­la propria territorialità, noi vogliamo essere il modello di un partito autenticamente federale che ci permetta di avere anche una rappresen­tanza nazionale.

Non capisco nemmeno le polemiche di questi ultimi giorni in merito all’accordo che grazie al presidente Lorenzo Dellai è andato a buon fine limitando i danni di un federalismo imposto dal centrodestra. Un accordo che — ricordo — è stato sottofirmato dagli assessori Pacher e Olivi valutandolo come una «buona intesa», «un accordo molto positivo per il Trenti­no ». L’atteggiamento di alcuni esponenti del Pd è una delle ragioni che ci spinge ancor di più a proporci come forza centrale della coali­zione di centro sinistra autonomista: noi lavo­riamo per garantire con i fatti reale supporto al governo provinciale. Forse è il caso che qualcu­no guardi in casa propria prima di fare attacchi imbarazzanti alla giunta provinciale: pensiamo a come è stata gestita la riforma della scuola senza coinvolgere le forze di maggioranza. Fac­cio un invito: mettiamo da parte le polemiche pretestuose e lavoriamo assieme per garantire un futuro alla nostra autonomia.

Corriere del Trentino