Notizia del 09.06.2012

MILANO — «Vogliamo essere un elemento di novità per rompere l'impasse politica attuale»: Lorenzo Dellai, leader dell'Unione per il Trentino e presidente della Provincia di Trento, spiega in questi termini l'incontro di oggi, a Chivasso (Torino), tra gli esponenti dei territori dell'arco alpino italiano. «In questo momento storico si avverte una forte distanza dal centralismo di Roma — afferma Dellai —. Bisogna prendere atto che la politica è lontana dalla gente, particolarmente nel Nord del Paese». Ecco, allora l'idea di «ripartire dai territori, da quelle valli dove si avverte la forte perdita di rappresentanza e una difficoltà economica devastata dalla furia semplificatrice». A Chivasso (alle 14 a Palazzo Einaudi), oltre a esponenti di Upt e Alpe, ci saranno anche rappresentanti dell'associazionismo e della società civile, pronti a lanciare un piano comune per il territorio montano.
Il punto di riferimento è quella Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine sottoscritta il 19 dicembre 1943 proprio nel Torinese. Un modello federalista, da cui trae ispirazione anche «l'Appello alle comunità alpine» che verrà presentato oggi. «Occorre riportare in campo i valori sani dell'autonomismo, del federalismo politico costruito sul mutuo riconoscimento delle nostre identità», si legge nel documento.
«Bisogna rendersi conto che l'Italia è sì unita, ma ricca di diversità territoriali. Non cerchiamo di dar vita a un'entità artificiosa come la Padania, ma dar voce a una fetta di popolazione poco rappresentata — racconta Dellai —. Noi pensiamo a una federazione, ma il primo passo sarà quello di sottoscrivere una dichiarazione di intenti». Per il governatore trentino, ex Ppi, Margherita e Api, è ancora possibile un dialogo con i partiti tradizionali «se abbandonano la politica imperante dei talk show, scandita solo dai format televisivi». Interlocutori a cui guardare con attenzione, però non mancano. «A partire da Italiafutura». E, forse, con Verso Nord, «un movimento — secondo il leader upt — che deve cogliere il dato della territorialità, mentre ha già affrontato i temi della questione fiscale e dell'efficienza della macchina amministrativa». Il centrosinistra, invece, «vive una situazione complessa, c'è bisogno di rinnovamento — analizza Dellai —, ma esiste senza dubbio una possibilità di dialogo, specie con quell'area di matrice degasperiana».
Il futuro però è già alle porte. «Di sicuro, guardiamo alle Politiche del 2013: vorremmo esserci, a prescindere dalla legge elettorale vigente, anche se auspichiamo non sia più il Porcellum».
Emanuele Buzzi
CORRIERE DELLA SERA