Notizia del 31.05.2012

Dellai: «Per il Trentino sarà l’anno più difficile»


TRENTO Sarà un anno difficile per il Trentino. Il peggiore. Lo ha detto Lorenzo Dellai ieri sera in tivù, a «Trentino in diretta» su Rttr. Questa affermazione è arrivata, quasi al termine dell’intervista condotta dal nostro caporedattore Paolo Mantovan, quando al presidente è stato chiesto “che ne sarà di lui” alla fine del mandato.

Dellai ha cominciato così: «Non per dribblare la domanda, ma va detto che nei prossimi mesi e per tutto l’anno che ci aspetta prima delle prossime elezioni mi dovrò concentrare molto sul mio lavoro, perché avremo un anno difficilissimo. I dati dell'economia del Trentino ci preoccupano, siamo a metà strada tra quelli nazionali e quelli dell'Europa del Nord. Abbiamo chiuso il 2011 con un +1% contro lo 0,4% del resto del paese.

Per il 2012 le prime stime parlano di un -0,8% per il Trentino e -1,5 % per l'Italia. E i nuovi dati sul lavoro e l'economia sono destinati a peggiorare... serve massima concentrazione sui temi del lavoro e dello sviluppo...». Insomma, tutt’altro che rose e viole. Dellai ha sorriso quando ha sentito la “cartolina” a lui dedicata da Luis Durnwalder.

Nella breve intervista, infatti, il presidente della Provincia di Bolzano ha detto che «Dellai ha un bel po’ di anni meno di me e quindi potrà fare ancora molto. Non capisco perché si debba prevedere per legge che a un certo punto uno non può più essere candidato alla presidenza. Ma comunque siamo in democrazia e quando c’è una legge, si rispetta la legge».

Dellai, sorridendo e in risposta allo stesso Durnwalder ha sostenuto che la funzione di presidente della Provincia per lui è la cosa più importante che un trentino possa fare per la sua terra. Ma ha anche aggiunto che c'è una legge che va rispettata. E ha ribadito il concetto che aveva sostenuto qualche settimana fa (proprio attraverso le colonne del nostro giornale)che lavorerà «anche per i territori vicini, le cosiddette terre alte di montagna dell'arco alpino, per dare loro voce». E in effetti il presidente pare stia preparando anche un documento politico, una riflessione su questa prospettiva.

Nel corso della trasmissione il presidente ha toccato anche altri punti. Innanzitutto ha parlato dell’emergenza terremoto anticipando che altri volontari trentini scenderanno a breve in Emilia Romagna. «E sarà una vicenda che avrà molte ripercussioni negative anche sul piano economico, oltre che sul piano delle vite umane, della sofferenza, e senza alcun dubbio, sul piano psicologico. Martedì pomeriggio, quando sono arrivato nelle zone terremotate, ho trovato persone colpite pesantemente dentro: è la fase della psicologia del terremoto».

Poi il Festival dell’Economia. «Sì, è vero il Festival viene spesso superato dalla realtà dell’economia. Ma d’altra parte non abbiamo l’ambizione di risolvere i problemi dell’intero Occidente o del mondo intero con un Festival, né possiamo pretendere che gli esperti sappiano offrirci soluzioni. Cechiamo di capire, cerchiamo di offrire un momento per guardare oltre, cerchiamo di dare una risposta al rischio dell’isteria di fronte alla crisi».

E la sicurezza?

«Trento è sicura. E l’attenzione un po’ più forte è solo per l’appuntamento con il ministro Fornero. Abbiamo scelto di farlo a porte aperte, anche se qualcuno aveva consigliato di farlo solo a inviti, perché la forza del Festival è quella di mettere tutti a contatto con tutti, di esser un’agorà».

E il governo tecnico?

«Durerà fino alla fine di questo mandato».

Difficioltà di rapporto fra la nostra Provincia e lo Stato perché è un governo di contabili?

«Sono chiamati a mettere a posto i conti. Un compito che spettava alla politica e che nel ventennio berlusconiano non è stato fatto. Il problema semmai è che è un governo centralista. Perché si tratta di persone che sono dei diplomatici, dei prefetti e che quindi hanno visione centralista per natura. E perché ora c’è un vento, nel pendolo italiano, di carattere centralista. Soprattutto nei grandi giornali nazionali».
 
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