Notizia del 22.02.2012

Upt, evitata una conta che non era politica

L'Upt si avvia al suo primo congresso - domenica prossima a Levico - senza rumore, senza dibattito politico e senza emozioni, dopo l'accordo trovato tra l'ala che fa riferimento all'ex presidente dell'A22, Silvano Grisenti, e i fedeli di Lorenzo Dellai sulla candidatura «neutra» alla segreteria provinciale di Flavia Fontana.

Grisenti, frustrato dalla condanna per corruzione e dai vincoli statutari del partito, ha dovuto rinunciare a candidarsi in prima persona, come avrebbe voluto fare, e ha accettato il compromesso sul nome di Fontana non prima però di aver ottenuto la testa del segretario uscente Vittorio Fravezzi.

Per il leader del partito, Lorenzo Dellai, questa candidatura unitaria è invece stato il modo per evitare una «conta fittizia», perché non sarebbe stato un confronto sulla linea politica ma su «calcoli personali», che avrebbero rischiato di fare deragliare l'Upt.

 Presidente Dellai, domenica ci sarà il congresso dell'Upt e la candidatura unitaria di Flavia Fontana (alla quale poi si è aggiunta quella spontanea di Eleonora Angeli) è apparsa come una non scelta. Lei ha condiviso il passo indietro di Fravezzi. Perché avete evitato lo scontro?

 Perché il tema di questo congresso dell'Upt non è l'opzione tra scelte politiche: centrodestra o centrosinistra o altre contrapposizioni che si possono inventare. Il tema è il ruolo di questo partito, che ha una collocazione politica molto chiara, in vista del 2013 e di una fase nuova dell'autonomia. Quindi la decisione del coordinamento di favorire una candidatura unitaria è stata molto saggia, un atto di maturità, anche se foriera di accuse di scarsa dialettica politica.
C'era stata da parte di alcuni amici la tentazione di polarizzare il congresso su candidature che fossero espressione di un meccanismo di appartenenza, ma sarebbe stato poco utile al futuro del partito. Avrebbe rappresentato una conta interna fuori dal tempo, che non importa nulla ai cittadini.

 Ma i congressi allora cosa si fanno a fare? La conta interna è una cosa negativa?

 Ci si conta su quello che vale la pena. So che molti si aspettavano un congresso in cui ci si contasse tra grisentiani e non grisentiani, ma questa è una caricatura dell'Upt. È vero che ci sono tanti amici dell'Upt amici di Grisenti: ma può essere che con tutto quello che sta accadendo in Italia, in Europa e nel mondo, uno dei principali partiti del Trentino svolga il suo congresso dividendosi tra gli amici di tizio e quelli di sempronio? Un congresso di questa natura non avrebbe dato alcun apporto al Trentino.

 Forse avrebbe consentito di capire cos'è oggi l'Upt. Le persone che rappresentano il partito lo identificano, non pensa?

Certo, le due candidate alla segreteria hanno una loro dignità e il congresso si occuperà proprio di quello che è l'Upt, che come tutti i partiti ha di fronte tematiche molto più rilevanti delle questioni interne, tipo partito delle tessere o non delle tessere o roba del genere. Vorrei che fosse chiaro, innanzitutto agli amici dell'Upt, che un congresso tutto giocato sull'essere amici di questo o di quello, sarebbe stato un segno di grave irresponsabilità verso la comunità che abbiamo il dovere di servire. Se ci fossero state opzioni politiche diverse sarebbero emerse, ma candidature politiche diverse non si sono manifestate.

 Se non si vuole intendere come opzione politica anche il ruolo nell'Upt di un personaggio come Grisenti. Lui ha dichiarato che avrebbe voluto fare il segretario se non fosse stato condannato. Lei avrebbe sostenuto questa candidatura?

 Ma di cosa stiamo a discutere? Questo non è il tema. Grisenti è un iscritto del partito che in questo momento non può assumere incarichi dirigenziali né essere candidato per incarichi istituzionali, come prevede lo statuto, lo abbiamo detto mille volte. Punto. Io voglio parlare di altro.

 Però nell'Upt non c'è mai stato un vero confronto congressuale per la scelta del segretario. Il primo, Marco Tanas, fu indicato da lei e poi ci fu la fase dei tre segretari Fravezzi, Lunelli e Gilmozzi, per rappresentare tutte le anime. Non è così?

Sono state tutte scelte comunque condivise dalle assemblee degli iscritti. Un partito si dovrebbe definire democratico solo se si consuma una rottura tra parti opposte?

 Quando Fravezzi ha fatto il passo indietro ha detto che in gioco non c'era solo il futuro dell'Upt, ma anche della coalizione. Quale futuro vede per l'Upt e per la sua coalizione?

 L'Upt ha avuto un ruolo fondante, prima come Margherita, di questa stagione politica di governo e per la costruzione di questa coalizione anomala che è diversa da quella nazionale. È ovvio che se l'Upt andasse incontro a una stagione di divisioni e lacerazioni esporrebbe anche la coalizione a rischi molto forti. L'Upt deve sentire dunque anche questa responsabilità più complessiva. La gente vuole vedere che i partiti hanno una visione, che sanno dove andare, che hanno un progetto che va oltre il 2013.

 L'Upt non ha più riferimenti nazionali dopo l'adesione dell'Api al Terzo polo. Che evoluzione si immagina che potrà avere il quadro politico nazionale?

 Le esperienze dell'Api e del Terzo polo sono superate perché presupponevano la sussitenza dei due poli pro e contro Berlusconi. Io sono convintissimo che dopo il governo Monti non sarà più come prima. Il 2012 e il 2013 saranno anni durissimi per tutti. Ci saranno ristrutturazioni sociali ed economiche globali che porteranno a difficoltà di tenuta sociale. In una stagione di recessione come questa chi pensa che il governo Monti sia una parentesi per fare il lavoro sporco e poi torni tutto come prima, pensa una cosa che non esiste.

 Nel 2013 dunque andrà avanti Monti?

  Penso che sia possibile che ci sia ancora un «governo del presidente». Il governo tecnico verrà sostituito da una politica riconfigurata sui pilastri di questa esperienza tecnica. Ma le coalizioni saranno diverse. Nei partiti oggi convivono istanze diverse che stanno insieme perché prima bastava la logica pro o contro Berlusconi che assorbiva talmente tanto l'interesse della politica che questa non si era accorta che l'Italia stava scivolando verso il baratro. L'opinione pubblica italiana non accetterebbe che tra qualche mese si ritornasse a questo prima. Serve innestare la competenza tecnica, il dire la verità su come stanno le cose, la serietà espressa da questo governo, su un progetto politico a spettro molto largo ma più di centrosinistra. Penso che la politica dovrà aggiungere alla tecnica il valore della socialità e quello della territorialità. L'Upt potrà dare il suo contributo a una politica territoriale che coinvolga altre esperienze dell'area alpina e prealpina. In Trentino penso che l'Upt possa dialogare con le aree sociali ed elettorali deluse dal centrodestra.

 Pensa che anche alle prossime provinciali Pdl e Lega non sapranno essere competitive con la sua coalizione?

Beh, tutti hanno visto come è andato il congresso provinciale del Pdl. È una constatazione oggettiva che il partito si sia spostato a destra e anche la Lega trentina è molto estremista e oltranzista. Non credo che mediamente l'elettorato trentino si identifichi in queste posizioni. Dunque per il 2013 non siamo molto preoccupati, anche se le elezioni non vanno mai sottovalutate perché gli elettori guardano al futuro non al passato. L'Upt dovrà cercare il consenso su un'idea, una visione, come movimento di popolo e non sulle appartenenze amicali che conteranno sempre meno.

 Ci sono ancora pochi mesi per cambiare la legge elettorale e togliere il limite di mandati che le impedisce di ricandidarsi. È tentato?

 Non parlo di questo. Tutti sanno che per me non esiste altro incarico più importante e null'altro che vorrei fare che guidare la Provincia. Ma sono i capigruppo che devono decidere.

 Del suo successore intanto non si parla?

 Se ne parlerà penso dalla primavera del 2013. Dopo le politiche.

 LUISA MARIA PATRUNO
L'ADIGE