Notizia del 08.08.2008

TRENTO. La "sua" Unione per il Trentino risponde presente (quasi 200 persone ieri sera a Mattarello in una torrida serata agostana) e lui, Lorenzo Dellai, non delude la platea: «Per ottobre sono molto ottimista. La destra dopo aprile aveva già preso le misure dei miei uffici di piazza Dante. Ma ora dopo pochi mesi il clima è cambiato. I trentini non faranno salti nel buio, affidandosi ad avventurieri che sanno solo mettere in fila, uno dopo l'altro, scontenti e proteste. Non hanno un'idea di futuro, un programma per questa terra, per cui noi in questi dieci anni abbiamo preparato gli strumenti». Insomma un presidente che accarezza gli umori della sala e che toglie, anche dall'ultimo dei suoi, l'incombente ombra del Pd.
Quella di ieri sera era la prima uscita ufficiale dell'Unione dopo il battesimo pinetano di inizio giugno. A distanza c'era il confronto con analoga iniziativa tenuta dal Pd di Pacher. Ieri sera a Mattarello i 196 posti a sedere della saletta polifunzionale erano pressoché senza spazi vuoti. C'erano i big (il più omaggiato, una volta di più) un rilassato Silvano Grisenti che per il partito siede in commissione elettorale. C'era Mauro Betta, Mario Magnani, Salvatore Panetta e molti non strettamente classificabili come addetti ai lavori. E se il neo segretario Marco Tanas e Flavia Fontana sono chiamati a colmare il gap di organizzazione e di infrastrutturazione sul territorio della nuova creatura, Alberto Paoli ha praticamente terminato il lavoro di omogeneizzazione del manifesto dell'Unione che sarà presentato dopo ferragosto. Molti buoni propositi, in "una sintesi tra radici ed ali".
Ma nessuno, si offenderà, l'attesa era tutta per Dellai che infatti da Paoli e dalla Fontana veniva, per ben due volte, evocato come "il presidente fondatore". E proprio Dellai, con gesto tra lo scaramantico e lo spiritoso, si scherniva dicendo di "non essere ancora pronto ad entrare nel Pantheon dei padri fondatori". Clima, quindi, di grande ottimismo.
Come mai? O il leader del centrosinistra sa cose che noi non sappiamo (ha cioè in mano sondaggi che lo galvanizzano) o semplicemente respira un clima a lui positivo girando il territorio con quella maestria che tutti, nemici compresi, gli riconoscono: «Vedrete avremo una coalizione forte, in cui si possa riconoscere la stragrande maggioranza dei trentini. Credo proprio che con noi ci sarà l'Udc, l'accordo è assai probabile. E questo non perché si voglia mettere assieme tante sigle, ma perché in quel partito c'è una radice di quel popolarismo che sarà una delle forze trainanti dell'Unione per il Trentino. Basta con la descrizione di un partito come sottrazione, noi non siamo quelli che nona hanno aderito al Pd ma siamo quelli che lavorano in un'ottica territoriale, senza chiusure e per progettare un Trentino che sappia guardare all'Europa e al mondo tra 20 anni. In due legislature abbiamo messo a posto le regole per fare politica, abbiamo fatto le riforme. Nella terza legislatura dovremo proseguire». Applausoni.
di Gianpaolo Tessari
Fonte: Trentino