Notizia del 02.09.2010
TRENTO — Per risolvere le situazioni di empasse, il centrosinistra trentino ha deciso di puntare su candidati «coalizionali». Figure senza tessere di partito che possano considerarsi al riparo dai veti incrociati che hanno fatto cadere diverse candidature nei territori più contesi. Così sarà in Alta Valsugana, dove la scelta sembra essere caduta su Paoli, così sarà nelle Giudicarie, dove l’intenzione è di azzerare la situazione per trovare un nome nuovo, condiviso per lo meno da Upt e Pd. Sui «suoi» territori, il Patt strizza l’occhio all’associazione artigiana: Giovanni Benedetti in Paganella, Claudio Ropelato (o Paolo Pedri) in Bassa Valsugana, sono tutti uomini degli artigiani senza tessere in tasca. Se Gianluca Tait ha buone chance in Rotaliana, Sandro Menapace dovrebbe essere il nuovo campione delle Stelle alpine in Val di Non.
Cominciato a luglio, il percorso che porterà il centrosinistra trentino all’individuazione dei 14 candidati presidente per le elezioni di Comunità appare piuttosto tormentato. Una tela di Penelope che ieri i vertici di Pd, Upt e Patt hanno ricominciato a tessere senza completarla. Trattandosi di quattordici caselle di un’unica scacchiera, toccarne una significa doverle rivedere tutte, o quasi. Qualche punto fermo, infatti, non manca, ma riguarda per lo più i territori più piccoli. La strada sembra ormai spianata per Michele Ciech (Pd) a Folgaria, Aurelio Michelon (Patt) in Val di Cembra, Walter Cappelletto (Upt) in Val di Fiemme, Cristiano Trotter (Upt) in Primiero e per Luca Somadossi in Valle dei Laghi. Il giovane Somadossi ha recentemente chiarito la sua appartenenza politica prendendo la tessera del Pd. È chiaro, però, che nessuno dei territori citati fa parte di quelli giudicati strategici. Un passo avanti sembra essere stato fatto in Rotaliana, dove il Patt ha avuto carta bianca nell’individuazione del candidato in cambio della propria fedeltà al centrosinistra e in virtù di un elettorato tutt’altro che spostato a sinistra. Alla fine la scelta è caduta su Gianluca Tait, vicesindaco di Faedo, assessore uscente della Comunità di valle, nato e cresciuto a Mezzolombardo e residente a Mezzocorona. Quello che si dice un uomo radicato nel territorio. Se Franco Panizza riuscirà a tacitare imalumori dei sindaci, sarà lui a sfidare Lorenzo Lorenzoni, candidato della «Civica per la Rotaliana» e possibile campione del centrodestra.
In Paganella calano le quotazioni di Ruggero Ghezzi. Gli autonomisti avrebbero deciso di puntare su Giovanni Benedetti, ex direttore degli artigiani, figura non targata Patt, ma capace di raccogliere consensi in un territorio con molte simpatie di centrodestra. Nuovo nome autonomista in Val di Non. Tramontata l’ipotesi Salvatore Ghirardini, il nuovo prescelto dovrebbe essere Sandro Menapace. Il suo nome è stato fatto ieri e non ha incontrato i veti degli alleati. Per oggi è attesa la sua ufficializzazione.
Il vertice di ieri ha prodotto nuovo filo da tessere anche per due territori considerati tra i più delicati: Alta e Bassa Valsugana. Dopo che Upt e Pd hanno fatto cadere l’ipotesi Diego Moltrer e Carlo Ganarin, la soluzione potrebbe essere rappresentata in Alta da Paoli, ingegnere del Comune di Pergine, per il quale si sarebbero spesi Renzo Anderle, Michele Dallapiccola e Luca Zeni. In Bassa le ipotesi sono due, entrambe provenienti dall’associazione artigiani: Paolo Pedri e Claudio Ropelato.
Le Giudicarie vedono l’azzeramento dei «vecchi» dell’Upt Piergiorgio Ferrari e Raffaele Armani. Il nuovo nome potrebbe essere indicato dal Pd. Niente di fatto in Val di Sole. In Basso Sarca si registra il passo indietro di Ruggero Morandi, non per i veti del Patt, ma per ragioni personali. Nulla sembra muoversi in Vallagarina, dove sarà l’Upt a dover esprimere il candidato presidente.
CORRIERE DEL TRENTINO