Notizia del 31.08.2010

L'obiettivo è ricomporre la coalizione

Dodici membri da eleggere (incluso il presidente) e sette da nominare. La snella Comunità di valle dell'Alto Garda dovrebbe, nelle parole di Vittorio Fravezzi, uno dei tre segretari dell'Unione per il Trentino, «essere facile da governare» con i suoi appena 19 componenti ed i suoi soli 7 sindaci da mettere d'accordo. Solo che, anche alla luce della prima sortita pubblica da parte della Rete delle liste civiche di Arco (che puntano a crearne una per l'intero C.9), la sensazione è che le trattative siano ancora in alto mare.

Sicuramente è ancora in porto il natante del centrodestra alle prese con la deriva a livello nazionali tra finiani ed ex aennini ed azzurri ma anche con il difficile superamento delle diverse anime a livello locale. Il segretario lombardo del Pdl provinciale è il parafulmine di questa situazione ma impedisce anche l'acuirsi di uno scontro delle diverse posizioni. Tuttavia, pare che nell'Alto Garda potrebbe scattare un'intesa almeno tra i gruppi di Arco e Riva per dare vita ad una lista con le insegne del Popolo della libertà perché l'idea di sostenere liste civiche dalla matrice incerta non sembra convincere troppo gli stati maggiori. La Lega, naturalmente correrà da sola.

Sul fronte opposto, quello che a Trento, in piazza Dante (e in gran parte dei comuni della provincia), rappresenta la solida maggioranza di governo, le «corazzate» Pd e Upt si sono messe ufficialmente in movimento in queste ore. I circoli democratici della zona hanno in programma per oggi un incontro per valutare lo stato delle cose. Per ragioni squisitamente numeriche ed anche «geopolitiche» sanno che ad indicare il nome (lo conferma Fravezzi) del presidente della nascente Comunità di valle dovranno essere prorpio loro. Di questi tempi più un onere che un onore. A tenere le redini del dibattito sarà la giovane segretaria del coordinamento dei 5 circoli Pd, Sara Lutterotti. Le civiche hanno già provato ad ottenere la disponibilità di qualche esponente del sistema economico ed imprenditoriale della Busa, ma hanno già incassato i primi «no».

L'Upt, con Fravezzi, fa sapere di accogliere «positivamente la volontà delle Civiche di mettersi in gioco». «Perché - conferma il sindaco di Dro che gioca quasi in "casa" - quella delle Comunità di valle è una sfida diversa: non è il vecchio Comprensorio e non è una semplice intesa fra Comuni». L'Unione ha già disposto un incontro per la prossima settimana che si terrà nel luogo che ha sancito la grave frattura istituzionale nella maggioranza e cioè Arco: «L'obiettivo - insiste Fravezzi - è quello di ricostruire la coalizione provinciale e cioè con Upt, Pd e Patt uniti per cercare una sintesi con le istanze delle Liste civiche e dei movimenti di centro sinistra».

Per tutti si tratta di superare campanilismi e personalismi che, soprattutto ad Arco, hanno portato alla frammentazione. Ad esempio, uno dei possibili papabili alla poltrona più importante, Ruggero Morandi, sembra già non godere di grandi simpatie. Fra le poche certezze sembrano esserci solo i primi contatti ufficiosi tra esponenti dell'Upt e della Rete delle liste civiche che, peraltro, intendono ancora confrontarsi con i rappresentanti dei movimenti analoghi delle altre municipalità. Insomma: per il momento di discute ancora molto. Ma il 24 ottobre si vota e nessuno sa ancora chi farà che cosa: «Nemmeno chi attacca i manifesti», avevano ammesso i civici sabato.

L'ADIGE