Notizia del 25.08.2010

Centrosinistra, resta il nodo della Vallagarina

TRENTO— Entro i primi di settembre, la partita dei candidati presidente all’interno del centrosinistra dovrebbe essere definita. In questo modo, la maggioranza avrà modo di arrivare con le liste chiuse alla presentazione delle candidature, prevista tra il 17 e il 21 settembre. Gli equilibri di massima sembrano ormai raggiunti, restano aperti solo i nodi della Vallagarina, dell’Alta Valsugana e, in parte, della Val di Sole. Le ultime scelte saranno per lo più dettate dall’autorevolezza dei nomi proposti dai partiti. Inutile dire che, visti i rapporti di forza, in molti casi il candidato scelto dal centrosinistra sarà anche il futuro presidente della Comunità.

Determinante sarà la scelta per la Vallagarina. Salvo ripensamenti il territorio in cui il Pd è più forte dovrebbe vedere un candidato dell’Unione. In cambio, però, il Pd potrebbe uscire dal «dorato» isolamento dei territori meridionali e ottenere il candidato presidente di Alta Valsugana e un candidato d’area in Val di Sole. Se, come pare, questi saranno gli accordi finali all’interno della maggioranza, il quadro definitivo dovrebbe essere il seguente.

Il Primiero resterà saldamente in mano all’Upt con la conferma dell’uscente Cristiano Trotter. Stesso discorso in Val di Fiemme, dove non dovrebbero esserci particolari problemi per l’ex sindaco di Cavalese, Walter Cappelletto. La Bassa Valsugana resta del Patt, nonostante i veti caduti sull’uscente Carlo Ganarin, «colpevole» di essersi tirato addosso le critiche di molti sindaci e di avere prospettato anche al centrodestra una sua possibile candidatura. L’opzione resta comunque autonomista. Non così in Alta Valsugana, dove le Stelle alpine continuano a difendere l’uscente Diego Moltrer, sapendo però che se vogliono portare a casa la Val di Non devono cedere sull’Alta Valsugana. Anche perché da tempo il Pd ha fatto capire di essere disponibile a «sacrificare» la Vallagarina solo in cambio di un proprio candidato a Pergine: Giorgio Antoniacomi e Anita Briani le due possibilità, con qualche punto in più alla seconda per il fatto di essere (forse l’unica) donna candidata presidente. Esclusa la candidatura dell’ex sindaco di Levico, Carlo Stefenelli.

Confermata la volontà di puntare sull’autonomista Aurelio Michelon in Val di Cembra. In Valle dei Laghi, non senza qualche tentennamento, si è optato per Luca Somadossi, figura a cavallo tra Pd e Upt. Meno scontata la scelta di Ruggero Ghezzi (Patt) in Paganella, dove però il primato autonomista non è in discussione. Così come non lo è in Rotaliana, dove il successo del centrosinistra non è scontato. Salvo sorprese, Franco Panizza dovrebbe riuscire a portarsi a casa la «sua» Val di Non con Salvatore Ghirardini. Le Giudicarie andranno all’Upt, che dovrà scegliere tra Giorgio Marchetti e Piergiorgio Ferrari. Possibile, però, anche la candidatura giovane e donna di Patrizia Ballardini. La Val di Sole è un territorio non facile per il centrosinistra, soprattutto se si dovrà confrontare con Flavio Mosconi. Difficile una candidatura troppo marchiata Pd. Non a caso si lavora su una figura «giovane e moderata». Il Basso Sarca andrà al Pd, anche se sul nome di Ruggero Morandi, spinto da Claudio Molinari, Patt e Upt, dopo lo schiaffo preso ad Arco, sono scettici.

Sulla Vallagarina resta un grosso punto di domanda. Del Pd sono molti dei sindaci, partendo proprio da Rovereto. Forse proprio questa posizione di forza consente ai democratici di «cedere» la presidenza, sicuri di poterne comunque condizionare le scelte. Il nome, però, è ancora da definire: la candidatura dell’uscente Stefano Bisoffi è tutt’altro che scontata. Su Folgaria il dibattito si è chiuso da tempo: sarà Michele Ciech.
 

Tristano Scarpetta

Corriere del Trentino