Notizia del 25.08.2010
Il conto alla rovescia è partito ufficialmente ieri con la firma del presidente della Provincia Lorenzo Dellai sul decreto con cui si fissa la data delle prime elezioni dirette delle Comunità di valle. Oltre 310 mila elettori trentini saranno chiamati alle urne domenica 24 ottobre 2010. Da questo passaggio saranno esonerati soltanto i cittadini della valle di Fassa, che hanno già eletto a maggio il Comun general de Fascia, e di Trento, Aldeno, Cimone e Garniga, i cui Comuni non sono inseriti in alcuna Comunità di valle ma gestiranno le funzioni in modo associato sulla base di una convenzione. «Superare lo scetticismo».
Il presidente Lorenzo Dellai e l'assessore provinciale agli enti locali Mauro Gilmozzi hanno convocato ieri una conferenza stampa anche per sopperire ai rilievi sulla «carenza di informazione» sollevati negli ultimi giorni. «Ai cittadini - ha detto Dellai - dobbiamo offrire tutti gli elementi necessari a maturare la propria opinione». Non sono Comprensori. «La nascita delle Comunità di valle - ha esordito il governatore - è un atto fortemente politico perché è collegato al futuro della nostra autonomia ed è assolutamente sbagliato leggere la riforma istituzionale come un semplice "riordino burocratico". Ovviamente c'è anche questo, perché le Comunità ci consentiranno di offrire maggiori servizi ai nostri cittadini a costi più sostenibili e di snellire e rendere più efficiente la Provincia, ma prima di tutto in esse c‘è un'idea della democrazia autonomistica sulla quale va richiamata l'attenzione di tutti». Quasi trecento consiglieri in meno.
Domenica scorsa sul Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno calcato la mano parlando di una «valanga» di componenti per le nuove assemblee (564). «Non bastasse - hanno scritto -, vanno aggiunti 76 assessori, per un totale di 640 (seicentoquaranta) poltrone». Hanno però dimenticato di ricordare che i componenti delle assemblee comprensoriali erano 843 e che le Comunità dovranno gestire funzioni più importanti, loro trasferite e non più soltanto delegate: politiche sociali, urbanistica, programmazione economica locale, assistenza ed edilizia scolastica, assistenza e beneficenza pubblica, edilizia abitativa pubblica e sovvenzionata, infrastrutture di interesse locale a carattere sovracomunale... Due quinti ai consigli comunali. Il 24 ottobre saranno eletti i presidenti e i tre quinti dei consiglieri. Gli altri due quinti vengono nominati dai consigli comunali e, solo in tal caso, possono essere consiglieri comunali. Uffici da sistemare. L'istituzione delle Comunità di valle servirà anche per riorganizzare gli uffici amministrativi periferici. Per questo in val di Sole, in Primiero e in valle di Cembra nei mesi scorsi si è studiata l'organizzazione degli enti.
«E le sorprese non sono mancate - ha sottolineato Gilmozzi -. In un caso abbiamo scoperto l'esistenza di 60 addetti al commercio in un'area in cui ne basterebbero 7; in un altro a fronte di 50 dipendenti, di cui 18 addetti di segreteria, ci sono 10 segretari. Per non parlare delle reti informatiche: ci sono programmi che non riescono a dialogare tra loro anche all'interno dello stesso Comune». L'obiettivo è riordinare e mettere in sinergia le forze, anche incentivando la mobilità del personale. Indennità di carica più alte. Crescono le competenze degli enti intermedi e aumentano anche le indennità di carica (si veda la tabella nella pagina a fianco). La legge regionale ha previsto il raddoppio delle indennità rispetto a quelle percepite nei comprensori. Il costo passa da 980 mila a 1 milione e 650 mila euro all'anno, gettoni di presenza compresi. A incidere sono le quattro Comunità di valle (Cembra, Paganella, Laghi e Rotaliana) previste al posto del Comprensorio valle dell'Adige che fanno lievitare la spesa da 209 mila e 366 mila euro.
GUIDO PASQUALINI
L'ADIGE