Notizia del 25.08.2010

«Comunità, nuovo ciclo dell’Autonomia»

TRENTO. «Il Trentino, storicamente, non è mai stato un vero Land. Con le comunità di valle stiamo costruendo questa nuova cornice. Sarebbe sbagliato vedere questo passaggio come un mero riordino burocratico». A due mesi dalle elezioni per le Comunità di valle, il presidente Lorenzo Dellai presenta l’appuntamento con una delle elezioni meno sentite dai trentini, ma giudicate più importanti dal loro presidente: «Sta per iniziare - ha detto Dellai - un nuovo ciclo della nostra Autonomia».
 Poco prima di scendere in sala stampa per accogliere i giornalisti insieme all’assessore agli enti locali Mauro Gilmozzi e alla responsabile del Progetto speciale per l’attuazione della riforma istituzionale Patrizia Gentile, il presidente Dellai ha firmato il decreto che fissa la data del voto per le elezioni al prossimo 24 ottobre. Gli eventuali ballottaggi si svolgeranno la seconda domenica successiva, il 7 novembre.
 Da ieri, dunque, tutto è ufficiale e la macchina elettorale si è finalmente messa in moto. Al voto mancano due mesi esatti, eppure la sensazione diffusa è che queste elezioni non siano sentite dai veri protagonisti, i cittadini elettori. Mancanza di informazione? Questa una delle accuse piovute addosso alla Provincia, ma ieri Gilmozzi e Dellai hanno risposto che «sarebbe stato inutile partire con la campagna informativa troppo in anticipo».
 

La campagna informativa invece adesso c’è ed è stata presentata ieri. Depliant, brochure, pieghevoli che verranno spediti a casa e distribuiti nei territori interessati al voto, ma anche trasmissioni tv e articoli di giornale. Questi i provvedimenti messi in campo dalla Provincia per sanare quel «gap informativo» che alcuni le hanno (giustamente o meno) imputato.
 La conferenza stampa di ieri è stata anche l’occasione colta dal presidente e dall’assessore competente per spiegare pià nel dettaglio l’importanza dell’appuntamento. «Le comunità già ci sono e operano da tempo - ha spiegato Gilmozzi - e dunque sarebbe miope guardare e riduttivo guardare all’appuntamento del voto come ad una sorta di data d’inizio dell’esperienza delle comunità».
 

Dellai ha invece sottolineato come «attraverso le Comunità consentiremo da un lato alle nostre valli di recuperare una propria visione di futuro, dall’altro ai comuni anche di piccole dimensioni di essere sostenibili attraverso la messa in rete dei servizi. Negli anni compresi fra l’approvazione del secondo statuto di autonomia del 1972 e l’accordo di Milano siglato lo scorso anno - ha proseguito il governatore - l’autonomia ha acquisito poteri e competenze, si è strutturata in capo essenzialmente alla Provincia e ha visto assestarsi i suoi meccanismi finanziari. Oggi siamo di fronte ad un nuovo ciclo, nel quale il Trentino si misura con i grandi cambiamenti epocali, con la globalizzazione e con flussi economici e di mercato che attraversano tutti i territori, uno scenario completamente nuovo, nel quale l’autonomia ha bisogno di riposizionarsi sull’esterno e di ridefinirsi al proprio interno».
 

Le critiche al nuovo sistema istituzionale non sono state poche. Una legge elettorale (con elezione diretta e nomina dei rappresentanti) farraginosa; il rischio di avere assemblee senza maggioranza; definizioni chiari su chi siano i veri titolari delle nuove competenze. Tutti problemi ben chiari, ma - ha continuato il governatore - «la strada è in salita. Inventare soluzioni per rendere il nostro territorio di montagna competitivo ed economicamente robusto è complicato, ma è anche questo il gusto dell’autonomia, ovvero condividere con il popolo dei percorsi, trovare soluzioni.
Le comunità di valle sono enti più vicini al territorio, permetteranno di avvicinare le sedi nelle quali le decisioni vengono assunte».
 

Il presidente si è detto contrario alla spinta verso le fusioni tra comuni: «Finché ci sarò io - ha detto - i municipi non riceveranno sollecitazioni ad unirsi. I comuni sono un’espressione di democrazia preesistente alla Provincia, hanno una storia millenaria alle spalle. Inoltre, per quanto possiamo ridurli, in una realtà di montagna come la nostra non potremo mai raggiungere una dimensione tale da svolgere le funzioni che invece stiamo delegando alle comunità di valle. Anzi, invito i Comuni a valutare per il futuro la possibilità di avvalersi delle Comunità per gestire anche competenze ulteriori rispetto a quelle che la Provincia ha trasferito».

TRENTINO