Notizia del 22.08.2010
Lorenzo Dellai esprime una rabbia fredda nel dire che le due paginone di ieri del Corriere delle Sera, firmate da due star come Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, sono state una «pugnalata». Una delle tante, secondo il presidente della Provincia, piantate nella schiena dell'autonomia. «Ma sono convinto - afferma - che i trentini, al di là delle loro appartenenza politica, sapranno tenere la schiena dritta e resistere a queste provocazioni. Non accetteranno il condizionamento psicologico che ci conduce a sentirci in colpa perché abbiamo un'autonomia e una finanza pubblica forte. Ma non sono per nulla sorpreso: da mesi il Corriere e altri mezzi di informazione nazionali stanno conducendo una campagna contro le regioni e in particolare contro le autonomie. Il regionalismo viene delegittimato con una curiosa sintonia con certe tesi del Ministero delle Finanze. Quindi mi aspetto di peggio».
Insomma, lei ritiene l'articolo dei due inviati una montatura. «Gli argomenti che hanno usato sono totalmente falsi! Basti pensare che hanno scritto che lo Stato dà soldi ai comuni trentini quando dallo Stato non ricevono neppure un euro. Hanno riproposto, per l'ennesima volta, la leggenda metropolitana che la Provincia amministrerebbe più soldi di quelli versati dai trentini con le loro tasse: il frutto di un errore pacchiano che qualsiasi studente di ragioneria avrebbe già individuato. Al ministero hanno confuso le partite di giro con le entrate della Provincia».
Insomma, lei si sente offeso. «Sì, mi sento offeso. Offeso perché il Trentino è così com'è oggi sulla base del lavoro, del sacrificio, dell'immigrazione di tante generazioni. Nonni e padri che rimboccandosi le maniche hanno trasformato il Trentino da terra povera ad una solida realtà economica. E questo non con la furbizia o l'opportunismo ma con il lavoro e con l'autonomia che ci siamo conquistati lottando prima contro Vienna e poi contro Roma. Ecco perché sono offeso come trentino ancor prima che come presidente della Provincia. Sono scandalizzato».
Addirittura scandalizzato? «Sì, sono scandalizzato! È mai possibile che questi giornali nazionali non scrivano mai una sola riga su quello che fa il Trentino: quello che si fa in termini di volontariato, turismo, del senso di responsabilità, della cultura delle regole e del rispetto dei principi generali di civiltà. Mai una sola riga sul fatto che siamo diventati uno dei principali centri in termini di università e ricerca; sul fatto che stiamo scrivendo pagine importantissime sulla scuola».
Secondo i due giornalisti in Trentino si sarebbe rinnegato Cesare Battisti in nome dei soldi. Insomma, non ci si limita alla critica all'autonomia. «E questo è un fatto ancora più grave perché quello del Corriere è un mix di disinformazione e di nazionalismo tardo risorgimentale. Hanno consultato un singolo storico ma bastava che facessero due passi per le nostre montagne e avrebbero visto i giganteschi investimenti che stiamo facendo per recuperare la memoria della Grande Guerra. Non si può banalizzare la nostra storia. Noi siamo legati da una vicenda storica comune con Bolzano e Innsbruck, siamo italiani e siamo europei: la nostra è un'identità plurima e non abbiamo nessun interesse a rinfocolare un conflitto tra la nostra storia antica e la nostra appartenenza nazionale come invece sembra emergere da queste caricature».
Secondo lei questi attacchi che conseguenze avranno? «Le conseguenze dipendono solo dalle capacità dei trentini di reagire positivamente. Se noi siamo i primi a fornire elementi per alimentare queste caricature allora la strada non potrà che essere un lento declino della nostra autonomia. E su questo sono preoccupato perché c'è una minoranza di trentini che per fare dispetto al vicino taglia l'albero sul quale è seduto. Fa critiche che alla fine finiscono per diventare ingredienti di questa caricatura».
Attenzione, di mezzo ci va il diritto di critica. «Va distinta la critica, anche feroce, verso il potere dall'attitudine a segare il ramo sul quale siamo tutti seduti e a fornire le pallottole a chi ci prende di mira definendoci come un popolo di mantenuti e privilegiati che sulla base di falsità storiche si sono appropriati di risorse di altri».
Che risposte darà? «Continuerò a lavorare sulle cose che contano e cercheremo di essere ancora più bravi. Semmai impiegheremo più risorse per dare una rappresentazione vera del Trentino e, nonostante il populismo, impiegheremo più risorse per far conoscere il Trentino vero».
Manca comunicazione in Trentino? «C'è un degrado della rappresentazione del Trentino. Saremo sottoposti a giudizi sempre più duri e questo va bene se però la nostra immagine sarà quella reale e non una caricatura».
Nelle due pagine del Corriere ormai si dà per scontato che l'autonomia trentina verrà erosa. «Basta con questa storia! L'autonomia non verrà erosa né dal governo né dai giornalisti del Corriere. Abbiamo riscritto la parte finanziaria del nostro statuto che potrà essere cambiata solo col nostro consenso. Punto e basta. Devono smetterla di tormentarci con questa storia dei soldi. Abbiamo accettato la loro proposta ma ora devono lasciarci in pace. Su questo con Durnwalder siamo compattissimi. La nostra collaborazione è granitica».
BRUNO ZORZI
L'ADIGE