Notizia del 06.08.2010

La giunta è stabile, resisto alle sirene

Lorenzo Dellai da ieri sembra rinato: quasi un altro uomo. Ci voleva il presidente della Camera, Gianfranco Fini, per restituire al governatore trentino lo slancio e lo smalto del leader politico, che negli ultimi tempi non solo gli avversari ma anche gli alleati vedevano ormai consumato. Dopo mesi di profilo basso sugli scenari politici futuri, al limite della depressione e dello spaesamento, il presidente della Provincia ha infatti ripreso vigore grazie al voto alla Camera sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo con il quale per la prima volta si è manifestata l'esistenza di un «terzo polo», costituito dal gruppo di Fini, l'Udc e da quell'Api di Rutelli su cui ha scommesso Dellai e che finalmente riesce ad assumere un ruolo. E soprattutto per la prima volta Berlusconi si è ritrovato senza maggioranza e scenari alternativi ora non sono più peregrini.

La riunione di giunta «fuori porta» al rifugio Barricata, ospiti del Comune di Grigno, rappresentato dal sindaco Leopoldo Fogarotto, è stata dunque ieri l'occasione propizia per il presidente Lorenzo Dellai per parlare in conferenza stampa dei progetti della sua amministrazione, ma anche di politica. Come prima cosa, il governatore ci ha tenuto ad escludere l'eventualità di una sua candidatura alle politiche nel caso di elezioni anticipate - il che farebbe cadere anzitempo giunta e consiglio provinciale riportanto tutti al voto - promettendo invece stabilità al governo provinciale fino alla fine della legislatura nel 2013.

Presidente Dellai, in caso di elezioni politiche anticipate potrebbe decidere di candidarsi per andare a Roma visto che nel 2013 finisce la legislatura e non potrà più ripresentarsi?
Se c'è una cosa che è fuori discussione è la stabilità del governo provinciale. Il governo dell'autonomia è stabile come una roccia e nessuna sirena politica sarà capace di metterlo in discussione. Noi siamo concentratissimi sul nostro lavoro istituzionale e abbiamo il dovere di garantire questa stabilità perché siamo alla vigilia di una stagione molto difficile anche per l'autonomia del Trentino e siamo nel pieno di una legislatura che ha ambizioni molto grandi.

Ma lei pensa che ci saranno elezioni anticipate?
Penso che non sia così semplice. Il voto alla Camera sulla sfiducia al sottosegretario ha fatto emergere una situazione nuova nella politica italiana che non credo sia risolvibile in modo sbrigativo con elezioni anticipate.

Berlusconi però ha detto che al prossimo sgarro si andrà al voto, non ci crede?
Non è il capo del governo che scioglie le Camere ma il presidente della Repubblica e poi se è vero che non c'è una maggioranza che sostiene il governo è anche vero che non c'è una maggioranza che sostiene le elezioni anticipate. Quindi, è possibile che la legislatura si interrompa prima, ma questo sarebbe un atto altamente irresponsabile nei confronti del Paese soprattutto se avvenisse come reazione a una crisi evidente e non come scelta per prospettare uno scenario nuovo che oggi non c'è.

Lei cosa si augura che accada?
Il mio auspicio è che prima delle elezioni si esaurisca questa fase politica e si costruisca una nuova legge elettorale sul modello tedesco (proporzionale con sbarramento, Ndr) che finalmente possa condurre il Paese a una situazione di maggiore stabilità. Bisogna prendere atto che questo sistema elettorale e questo bipolarismo non hanno prodotto stabilità.

Per fare questo ci vuole un governo di transizione, di cui si sta parlando, con dentro tutti?
Io parlerei di governo di salute pubblica che si pone l'obiettivo della riforma elettorale e di ripristinare l'agibilità del campo per nuove elezioni politiche per l'inizio di un ciclo nuovo.

Guidato da Tremonti?
Questo è l'ultimo dei problemi in questo momento, ma non dobbiamo avere pregiudiziali sul nome perché non sarebbe un governo che esprime una maggioranza politica.

Il partito degli astenuti alla Camera: finiani, Udc e Api è l'embrione del «terzo polo» su cui lei spera che si costruisca il nuovo ciclo politico?
In Parlamento è emersa un'area politica che dà l'idea di una realtà in movimento. Un anno fa nessuno avrebbe potuto congetturare che i due poli presentassero questa fragilità. Io non parlo di un «terzo polo» che giochi di sponda tra i due di prima. Si tratta di costruire un nuovo «primo polo».

Cosa vuol dire «primo polo»? Una grande aggregazione al centro che esclude gli estremi e addio bipolarismo?
Io non parlo di centro, si devono superare queste categorie obsolete, primo polo è quello che raccoglie la maggioranza del consenso dei cittadini. Quanto al bipolarismo, si è visto che dividere l'Italia in due non ha portato un gran che di buono. Credo che si andrà verso una scomposizione del centrodestra e del centrosinistra.

Anche in Trentino?
In Trentino il «primo polo» c'è già ed è la mia maggioranza di centrosinistra autonomista.

Lei ha detto che resterà in piazza Dante fino al 2013. Poi cosa accadrà? Sta pensando al suo successore o a eliminare il limite di due mandati?
Per il 2013 ci si prepara adesso. Io sto pensando all'architettura politica che prevede una grande coalizione nella quale avrà un ruolo importante - quanto lo decideranno gli elettori - il partito del Trentino, che non è la sola somma di Upt e Patt. Sono certissimo che nascerà una nuova leadership sia singola che di gruppo, ben sapendo che non nasce per decreto ma è sempre un mix di condizioni politiche e personali con una spruzzatina di fortuna.

LUISA MARIA PATRUNO

L'ADIGE