Notizia del 04.08.2010
L'Upt, vincente alle ultime comunali ma ridimensionata, prova a rilanciarsi nel prossimo appuntamento elettorale con la Comunità di Valle. E la prima mossa è stata ricompattarsi per potersi presentare alle urne come il vero partito territoriale, quello che da tempo predica il governatore Dellai. Nonostante agosto e le ferie, nella sede di via Bezzi, l'altra sera, c'era il pienone delle grandi occasioni, segno che la politica non è stata riposta nel cassetto dopo il voto di maggio e, soprattutto, segno di un partito che, almeno nelle riunioni, è più vivo che mai. L'occasione, ovviamente, è stata ghiotta per discutere della nuova «cosa» che Dellai vorrebbe fondare. La scelta, per ora, è andare avanti con l'Unione per il Trentino ma ben collocata nel centrosinistra autonomista. Per la Comunità di Valle sarà ripetuto il progetto Rovereto: quattro partiti in coalizione per cercare l'en plein. E l'Area di Centro? «È con noi anche se speriamo che l'Udc riesca a riunirsi perché è funzionale al disegno politico».
Il coordinatore cittadino dell'Upt Michele Michelini , poi, va oltre. «C'è in ballo il futuro del partito ed è stato importante posare le pietre necessarie a costruire il progetto politico. L'assemblea ha confermato l'alleanza di centrosinistra autonomista come per le comunali di Rovereto, un'esperienza che sarà allargata al comprensorio. A breve ci troveremo con i coordinatori degli altri partiti per costruire una strada in grado di attivare la Comunità». Il 24 ottobre si voterà e ci sarà l'elezione diretta del presidente e di due terzi dell'assemblea. «Faremo una lista unica della Vallagarina». E il presidente? «Per i nomi è presto. Intanto abbiamo condiviso il fatto che l'Upt dovrebbe essere in grado di aggregare un'ampia fetta di elettorato che nelle comunali si è speso per le civiche. Ma prima il programma e poi i nomi. Il candidato uscirà, come per Miorandi, dai confronti».
A gongolare per la folta presenza di simpatizzanti è pure il vicesindaco Gianpaolo Daicampi . «Bello per essere il 2 agosto. È stato importante perché abbiamo parlato di Comunità di Valle. Il timore è che i cittadini non capiscano e che ci sia scarsa partecipazione al voto. In realtà è strategica per le funzioni sovracomunali». Sul partito, tutti d'accordo. «Dobbiamo puntare ad una crescita dell'Upt come partito territoriale di riferimento, ad un recupero dell'elettorato che durante la comunali si è sparso sulle civiche, ricompattare attorno al nostro simbolo la Vallagarina. L'Upt è strategico per il centrosinistra autonomista». Avanti senza rifondazioni, dunque? «Sì. Un'Upt forte diventa foriera del futuro partito territoriale».
«Abbiamo cercato di chiarire il progetto del partito: - spiega Vittorio Fravezzi - l'avvio della fase costituente che però non porta alla smobilitazione dell'Upt. Che anzi rilancia e tende la mano anche a chi è fuori dai partiti. Un partito territoriale serve, ha senso e deve raccogliere la cultura popolare, autonomista e riformista ma che non si riconosce nel Pd. Noi non parliamo di Hofer, Degasperi o Battisti ma di questioni reali che riguardano il Trentino anche considerato globalmente». Intanto c'è la Comunità di Valle. «Dobbiamo considerare la chiusura del ciclo dei Comprensori, spesso commissariati dalle giunte dei sindaci. I singoli Comuni da soli alla lunga non riusciranno a garantire determinati standard mentre con la Comunità di Valle migliorerà i servizi». E le civiche di Valduga. «Nonostante la dura campagna elettorale noi abbiamo le spalle larghe e la forza per tendere la mano».
NICOLA GUARNIERI
L'ADIGE