Notizia del 30.07.2010
I tempi stringono e le difficoltà aumentano. Mancano cinquanta giorni alla scadenza per la presentazione delle candidature per le quattordici Comunità di valle chiamate alla prima elezione a suffragio universale, prevista per domenica 24 ottobre, e i partiti faticano a far quadrare i conti. La legge. Gli elettori saranno chiamati a eleggere il presidente e l'assemblea. Quest'ultima per tre quinti sarà composta dai consiglieri eletti dal popolo, per due quinti dai consigli comunali.
Le incompatibilità.
La prima difficoltà è stata posta proprio dalla legge istitutiva delle Comunità di valle, così come corretta dal Consiglio provinciale nel novembre scorso. All'articolo 16 si prevede l'incompatibilità tra la carica di presidente e di consigliere della Comunità di valle e quella di sindaco o consigliere comunale. Peraltro l'incompatibilità vale soltanto per chi viene eletto direttamente dai cittadini, non per chi viene nominato dal consiglio comunale. Quindi un sindaco potrà far parte dell'assemblea della Comunità se scelto dal proprio Comune ma non dagli elettori. In via transitoria per questa prima votazione sarà invece possibile candidarsi per i consiglieri comunali che, se eletti nelle Comunità, dovranno però poi scegliere quale incarico mantenere.
A caccia di aspiranti presidenti.
La legge prevedeva la contemporaneità delle elezioni per consigli comunali e Comunità di valle. Non è stato possibile. Così i partiti hanno già speso sulla scena elettorale di maggio molti dei bei nomi a loro disposizione. Il centrosinistra autonomista si è complicato ulteriormente la vita ponendo alcuni requisiti aggiuntivi, come il fatto di non essersi potuti ricandidare a maggio per aver raggiunto il limite di tre mandati consecutivi da sindaco o di essere stati bocciati dagli elettori alle comunali. «Senza contare - spiega l'assessore autonomista Franco Panizza - che le indennità per il presidente sono basse (dai 2.700 ai 3.300 euro lordi al mese, ndr). L'impegno richiesto, soprattutto nei primi due anni, è a tempo pieno e trovare persone disponibili per queste cifre è difficile. Se un giovane ha un ruolo dirigenziale in un'azienda privata, chi glielo fa fare di mollare tutto per la Comunità di valle?». Come a dire: siamo costretti a cercare candidati fra i pensionati o i dipendenti pubblici. «Peraltro - continua Panizza - stiamo lavorando sull'onda dell'entusiasmo per i risultati raccolti alle comunali in cui l'ampio rinnovamento ha dimostrato che anche una persona giovane nuova può farcela se ha la voglia di mettersi in gioco». Nelle difficoltà Roberto Pinter (Pd) prova a cogliere l'aspetto positivo: «Certo, alcune situazioni sono state spremute per formare le liste per le elezioni comunali. Tuttavia così siamo costretti a compiere uno sforzo suppletivo per andare a pescare candidati nuovi fuori dai partiti. Dobbiamo però fare presto perché, di riflesso, le candidature dei presidenti condizionano anche quelle per le assemblee. Quando sondiamo la disponibilità di potenziali candidati, ci viene infatti chiesto con chi si dovrebbero presentare».
Sulla stessa lunghezza d'onda Vittorio Fravezzi (Upt): «Può essere stimolante trovare persone al di fuori dei partiti. Ai dirigenti locali dell'Unione sto chiedendo di uscire dal solito giro degli iscritti alle sezioni, di sentire le associazioni e le categorie economiche. Persone di belle speranze in giro ce ne sono; bisogna scovarle, anche perché dalle Comunità di valle passa la selezione della nuova classe dirigente». Il compito non è semplice, men che meno in questo periodo di ferie estive in cui metà trentini sono in vacanza e l'altra metà è impegnata a organizzare eventi a favore dei turisti che soggiornano nella nostra provincia.
I big per il centrodestra?
Sull'altro fronte si sta pensando a schierare consiglieri provinciali come candidati presidenti, soprattutto dove il centrodestra ha speranza di successo. Così Rodolfo Borga potrebbe candidarsi nella Rotaliana e Mario Casna in valle di Cembra. C'è però un problema: anche in questo caso è prevista l'incompatibilità e quindi, in caso di successo, il presidente dovrebbe dimettersi dal Consiglio provinciale e rinunciare a uno stipendio netto mensile di 6.300 euro. Chi lo farà?
Il fattore liste civiche.
L'ultimo fattore di disturbo per i due blocchi politici potrebbe essere rappresentato da liste civiche messe in piedi da candidati presidenti esclusi dal centrosinistra autonomista che potrebbero essere agganciati dal centrodestra o andare per conto proprio. Ma nelle Comunità le possibilità di successo senza appoggio dei partiti sono ridotte al lumicino.
GUIDO PASQUALINI
L'ADIGE