Notizia del 29.07.2010
VILLA LAGARINA - La venuta del presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai ha portato la tanto attesa pioggia. Così dalla piccola piazza di Piazzo, ieri sera, ci si è dovuti riparare di corsa nel capannone messo a disposizione da Alfeo Festi in zona artigianale. Dellai è venuto a parlare di politica invitato dall'Upt locale, accolto dal coordinatore Paolo Candioli, dal sindaco di Villa Alessio Manica e da molti assessori e consiglieri comunali.
Dellai ha tracciato uno scenario globale e locale in cui, ha detto, «il Trentino è oggi davanti ad un bivio, da una parte il tran tran che ci porterà ad un inevitabile declino, dall'altra la strada faticosamente in salita di un nuovo progetto autonomista. Di fronte alla crisi economica globale e di fronte alla liquefazione della Repubblica italiana, non possiamo accettare un federalismo che è l'esatto contrario della nostra autonomia».
Secondo Dellai, il Trentino deve trasformarsi in una comunità autonoma, con rapporti sempre più stretti con Bolzano e Innsbruck, ma deve fare anche una grande scommessa sulla conoscenza. «Non ci sono vie di mezzo - ha detto - o torniamo ad essere un territorio marginale, o diventiamo un territorio della conoscenza di eccellenza europea».
La via del futuro, secondo il presidente, è quella della green economy, ma anche quella della sfida di pensare un Trentino giovane che dia opportunità ai talenti. Come deve organizzarsi la politica per affrontare queste sfide? Secondo Dellai, superando la ricerca del consenso e il dedicarsi alla mera amministrazione. «Per questo a Vezzano abbiamo pensato al Partito del Trentino, una forza politica molto aperta con una concezione glocal che sia evoluzione dell'Upt, ma aperta ad altre forze politiche e alle tante persone che finora si sono tenute lontano dalla politica».
A Piazzo, Dellai doveva parlare anche delle prossime elezioni delle comunità di valle. «Stiamo lavorando nel quadro della attuale coalizione provinciale di centrosinistra autonomista - ha detto - anche per superare i problemi che abbiamo avuto in certi comuni alle ultime consultazioni elettorali. Anche se, curiosamente, alle comunali siamo stati accusati di non fare unità della coalizione ed ora siamo accusati di fare spartizione. Ma è chiaro, che se non c'è condivisione, succede quello che è successo a maggio. So che ci sono dei problemi, ma occorre andare avanti con la solidarietà di coalizione trovando accordi necessari sulle persone».
Un'ultima considerazione Dellai l'ha riservata al quadro politico nazionale: «È evidente che si sta chiudendo una fase, e che si va verso un governo di salute pubblica. Io credo che nei prossimi mesi ci saranno grandi rivolgimenti nel quadro politico con la nascita di un nuovo polo di forze moderate, con il quale dovremo in futuro saper dialogare». Tutti segnali che, secondo Dellai, devono spingerci ad accelerare il processo di rilancio della nostra autonomia e delle sue forme rappresentative in politica.
GIGI ZOPPELLO
L'ADIGE