Notizia del 27.07.2010
TRENTO— Le elezioni delle comunità di valle si terranno il 24 ottobre, con gli eventuali ballottaggi per i presidenti degli enti intermedi previsti per il 7 novembre. Lo ha comunicato l’assessore alla riforma istituzionale, Mauro Gilmozzi ( foto), alla prima commissione del consiglio provinciale, durante la discussione di alcune delibere tecniche sul voto. Respinte al mittente le richieste dell’opposizione di un rinvio del voto. Intanto alle comunità vengono trasferiti altri 23 milioni di euro per le competenze sociali.
Le elezioni degli organi delle comunità di valle si terranno il 24 ottobre; l’eventuale ballottaggio per il presidente è previsto per il 7 novembre. A fare definitiva chiarezza sull’iter è stato ieri l’assessore provinciale Mauro Gilmozzi, all’interno della prima commissione consiliare. In discussione, all’ordine del giorno, c’era il parere su una delibera della giunta provinciale che riguarda alcune modalità organizzative per le operazioni di voto. La data della consultazione elettorale, la prima nella storia degli enti intermedi introdotti con la riforma istituzionale del 2006, era stata oggetto nei giorni scorsi della richiesta di rinvio da parte dei partiti di opposizione, che lamentano la mancanza di tempo per far conoscere la riforma ai trentini.
Gilmozzi ha confermato la data del 24 ottobre, ipotesi che circolava da tempo nei corridoi della politica e che — di fronte al pressing di Pdl e Lega — è stata ribadita con un supplemento di motivazioni. Gilmozzi, in sostanza, ha spiegato che rinviare di una settimana la consultazione sarebbe inopportuno perché si voterebbe il primo novembre, giorno di tutti i santi, e le operazioni di spoglio si svolgerebbero il due novembre, giornata di commemorazione dei defunti: due ricorrenze che portano i trentini a frequentare i cimiteri più che i seggi elettorali.
I soldi
In attesa dell’elezione dei nuovi organi, le comunità di valle continuano a ricevere i finanziamenti per le funzioni delegate dalla Provincia. La giunta ha disposto lo stanziamento di 23,5 milioni di euro per gli interventi socio-assistenziali (4,3 milioni di euro) e per gli interventi destinati ai soggetti non autosufficienti (19,2 milioni). Si tratta di soldi che prima venivano assegnati ai comprensori: «Non un euro in più», precisa Gilmozzi.
Part-time
La prima commissione, presieduta da Renzo Anderle, ha anche reso un altro parere (favorevole all’unanimità) su una delibera con cui la Provincia ha reso meno stringente l’incompatibilità per i dipendenti provinciali part time che svolgono un’altra attività: prima, lontani da Piazza Dante, potevano svolgere solo attività agricole; ora invece potranno lavorare anche nell’impresa familiare o in attività con partita Iva senza attrezzature e immobili (come per esempio il rappresentante). «Non cambia nulla, invece, nell’accesso al part time— precisa Gilmozzi —. Resta una pratica provvisoria, possibile solo in caso di bisogno dei richiedenti, che non devono comunque superare il tetto del 15% del personale».