Notizia del 08.07.2010
TRENTO— «La fusione con il Patt? Siamo tutti contrari alle alchimie politiche, ma siamo anche consapevoli che il partito di raccolta trentino non si fa in poche ore. Noi daremo il segnale per primi. Quello che conta è arrivare a poter esprimere una leadership per la scadenza del 2013». Marco Tanas, coordinatore dell’Unione per il Trentino, non è disposto ad uscire di scena. La soluzione di un «direttorio» con cui affiancarlo nella fase due dell’Unione non è vista come una bocciatura. In vista dell’assemblea di sabato, a cui ha reso «disponibile» il mandato sperando in una riconferma, la parola d’ordine è «condivisione».
Tanas, l’Upt è a un bivio. Sabato l’assemblea dovrà pronunciarsi sul progetto indicato dal suo leader Lorenzo Dellai: l’evoluzione verso il partito del Trentino da fondare assieme agli autonomisti. Ma non tutti sono d’accordo. La fusione con il Patt è una prospettiva reale?
«Sulla fusione direi che siamo tutti contrari. La prospettiva di un partito di raccolta trentino è talmente importante che noi siamo disposti a dare il segnale per primi. Speriamo che anche gli autonomisti e le altre forze organizzate e della società civile rispondano all’appello. L’elettorato non vuole la fusione come alchimia politica. Non so tecnicamente come si arriverà al nuovo soggetto, ma i tempi devono essere brevi. Nel 2013 dovremo essere la forza di riferimento».
L’obiettivo, come detto da Nicola Ferrante, coordinatore a Trento, è quello di fare massa critica per una proposta di governo. In altre parole, si cerca di acquistare maggiore peso nella coalizione pensando alle prossime elezioni provinciali?
«Certamente il progetto nasce con l’ambizione di promuovere una classe dirigente che dice la sua per la leadership».
Quanto contano le ambizioni di Dellai, che dopo il terzo mandato da governatore si presume cercherà nel 2013 il seggio in Parlamento?
«Dellai è parte integrante di questo percorso».
Venendo alle questioni interne, si sta facendo strada l’idea di allargare la segreteria ai big in consiglio e giunta. È un commissariamento nei suoi confronti?
«Tutt’altro. Stiamo gestendo insieme questa fase. Siamo alla vigilia di in un momento importante, in cui si mettono le basi per il progetto di partito territoriale. Un’evoluzione del percorsi avviato due anni fa e che poggia sulla convinzione che l’Upt non sia autosufficiente».
STEFANO VOLTOLINI
CORRIERE DEL TRENTINO