PIERANGELO GIOVANETTI - 11.06.2010

Legge bavaglio, criminali contenti

Con il voto di ieri in Senato, criminali e malfattori hanno brindato a champagne. Grazie alla «legge bavaglio», approvata anche dai senatori trentini Cristano de Eccher e Giacomo Santini (PdL) e Sergio Divina (Lega Nord), la lotta al crimine in Italia sarà ora più difficile e ostacolata, se il testo verrà confermato alla Camera. Tutti, in Italia e anche in Trentino, saremo meno sicuri e meno liberi, perché sarà di fatto impedito (o fortemente ridotto) l'uso delle intercettazioni per contrastare il malaffare. E, come sa bene l'Fbi americano e il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, le intercettazioni sono fondamentali per combattere corruzione, mafia, e malavita organizzata. Invece di opporsi al crimine, la maggioranza governativa ha preferito approvare una legge per ostacolare le Forze dell'ordine e la giustizia, rendere macchinoso l'accertamento dei reati, imperseguibili i malfattori. La paura che vengano scoperti altri ministri con le mani nel sacco ha spinto a correre puntando la pistola alla tempia dei parlamentari con il voto di fiducia, per arrivare al colpo di spugna anche sulle inchieste in corso e cancellare ogni colpevolezza. Di queste inchieste - se ancora ve ne saranno - non sarà più possibile conoscere niente, o quasi. Infatti, la «legge bavaglio» proibisce di dare informazione ai cittadini. Per i giornalisti che faranno il loro dovere e scriveranno di ministri che ricevono appartamenti in regalo, di medici senza scrupoli che fanno morire i pazienti, di speculatori che distruggono i risparmi dei cittadini, è previsto d'ora in avanti il carcere. Per gli editori la messa a rischio dei giornali. Da ieri siamo tutti meno liberi e meno sicuri. Oggi l'Italia non è più una democrazia liberale, ma si avvicina sempre più ad un regime.

L'ADIGE