Notizia del 10.06.2010
Sta suscitando un putiferio nella maggioranza il comportamento del presidente del consiglio provinciale, Giovanni Kessler (Pd), che sabato scorso si è presentato sui gradini del tribunale di Trento per «accogliere» i comitati della Valsugana, che andavano a depositare un esposto contro la Provincia sul caso Acciaieria di Borgo. E agli stessi comitati ha anche annunciato, prima di dirlo alla coalizione, che la maggioranza si farà carico delle loro richieste con una nuova legge che abbassa il limiti delle emissioni dell'Acciaieria.
La presenza del presidente del consiglio in tribunale non è piaciuta per niente all'assessore provinciale all'ambiente, Alberto Pacher, anch'egli del Pd, ma ha suscitato dissenso, come riferito ieri dall' Adige, anche all'interno del gruppo provinciale del Partito democratico, che proprio oggi si riunirà per discutere di questo e del contenuto del disegno di legge scritto in prima persona da Kessler, che ha coinvolto nell'elaborazione solo il consigliere dei Verdi e presidente della commissione ambiente, Roberto Bombarda.
Ieri, hanno espresso tutto il loro disappunto rispetto a questo protagonismo in piazza di Kessler ma anche sull'iniziativa legislativa - l'ennesima non concordata - sia il governatore Lorenzo Dellai che l'assessore provinciale alla salute, l'autonomista Ugo Rossi.
«Non ho ancora ricevuto alcuna copia del disegno di legge - commenta il presidente Lorenzo Dellai - forse qualche informazione ce l'ha l'assessore Pacher. Quanto al metodo devo dire che ormai non mi meraviglia più niente, purtroppo. Del resto, cosa ci si può aspettare da un presidente del consiglio provinciale che attende sulle scale del tribunale, ove prestava servizio come pm, un gruppo di cittadini che presentano un esposto contro la Provincia?».
Dello stesso tono è il commento di Ugo Rossi che dice: «Mi spiace ma non accetto che un presidente del consiglio provinciale vada a ricevere in tribunale chi sta andando a fare un esposto contro di me. Vanno a denunciarmi e lui gli dà il benvenuto. Mi sembra sconveniente e scorretto e gliel'ho detto in faccia. Purtroppo - prosegue Rossi - con questo Pd non si sa mai cosa aspettarsi perché ce ne sono due: c'è il Pd di Pacher e il Pd di Kessler e questo non fa bene alla coalizione».
Altrettanto inviperiti sono i capigruppo di Upt e Patt che sono stati informati all'ultimo minuto dell'iniziativa di Kessler di presentare il disegno di legge. Michele Dallapiccola è caustico: «Io ormai lo chiamo il Maestro K. perché ha sempre l'atteggiamento di chi sa tutto e vuole insegnare agli altri. È chiaro che avrei preferito un atteggiamento più collegiale, invece anche in questa occasione come in altre, si assiste alla corsa a depositare le idee in solitaria, come se ci fosse una gara tra singoli. Del disegno di legge Kessler mi ha parlato per strada - prosegue il capogruppo del Patt - e nel merito devo dire che lo trovo semplicistico e nebuloso. Dopo tre mesi in cui si occupa della questione - dice Dallapiccola - Kessler ha capito che i limiti si possono abbassare e che quelli che ci sono non vanno bene. Insomma, i tecnici che da anni si occupano della materia sono degli inetti oppure vuol dire che la Provincia gode a lasciare inquinare l'Acciaieria? Tutti, come chiedono i cittadini, vogliamo riconvertire l'Acciaierie, ma non basta schiacciare un pulsante per spegnere tutto. Questo disegno di legge mi sembra come voler schiacciare un pulsante per cancellare il problema».
Giorgio Lunelli capogruppo dell'Upt, dichiara: «Solo oggi pomeriggio (ieri, Ndr.) il presidente Kessler mi ha consegnato copia del disegno di legge. Gli ho chiesto se ne possiamo discutere prima di depositarlo, mi ha detto che non ha tempo perché domani lo vuole depositare. Ne prendiamo atto ma sono preoccupato per questo modo di fare che mi ricorda la richiesta della commissione d'inchiesta su Monte Zaccon, con lo scontro Kessler-Pacher, e le polemiche interne al Pd sulla riforma della scuola».
Intanto la Lega nord gongola. «Noi - annuncia il capogruppo Alessandro Savoi - siamo sempre pronti a insinuarci nella spaccatura tra Kessler e Pacher».
LUISA MARIA PATRUNO
L'ADIGE