Notizia del 03.06.2010
«Ci lecchiamo le ferite» dice sconsolato Tiziano Mellarini , assessore provinciale dell'Upt a turismo, agricoltura e foreste, a qualche giorno dall'esito dei ballottaggi alle comunali, buona parte dei quali hanno riguardato il Basso Trentino, e la stessa Ala di cui è originario ed è stato sindaco Mellarini. Ma l'assessore, che è anche uno degli uomini di punta del partito di Dellai, dopo lo sconforto cerca di fare anche qualche analisi politica di questo risultato. E guarda avanti.
Assessore Mellarini, come si spiega la disfatta dei candidati Upt al ballottaggio? Questi risultati sono soprattutto il frutto di scelte locali e noi dirigenti provinciali dell'Upt, comincio da me stesso nel fare autocritica, non abbiamo avuto il decisionismo sufficiente per fare capire che si vince solo con la coalizione modello provinciale altrimenti si perde e abbiamo lasciato fare. Siamo stati troppo permissivi. Questo è stato l'errore.
A quali comuni si riferisce in particolare? Penso al mio comune, ad esempio, Ala, dal quale manco per altro da otto anni. Io fin dall'inizio avevo detto che si doveva trovare l'accordo con il Pd e i giovani della Bussola. Poi purtroppo c'è stato un intervento del Patt che non ha condiviso un accordo che era già fatto. E lo stesso è successo a Mori. È stato il Patt locale a non voler condividere un percorso. Sono prevalse logiche di rivincite personali. Come dirigenti provinciali, d'ora in poi dovremo intervenire con più decisione richiamando al rispetto della coalizione provinciale. Dove ci siamo presentati uniti abbiamo ottenuto un buon risultato. Il Pd di fronte a questi risultati positivi anche a livello comunale si sente il vero partito territoriale del Trentino e già rivendica il diritto al candidato presidente del 2013.
Che rapporti pensa ci saranno d'ora in poi tra voi? Prima del 2013 abbiamo tante cose da fare e consiglierei di aspettare dopo le elezioni delle Comunità di valle prima di pensarci, Il Pd, è vero, si sente forte ma vorrei rimarcare che alcuni dei sindaci che hanno vinto con l'appoggio del Pd non sono iscritti al Pd, penso a Peroni ad Ala, che è stato mio assessore, Caliari a Mori, e Mattei ad Arco. Sono persone che hanno un appeal personale e credibilità e sono stati sostenuti da liste civiche con all'interno iscritti dell'Upt. E penso che alle elezioni per le Comunità di valle potrebbero fare scelte diverse dal Pd.
Si può dire che le divisioni in alcuni importanti comuni siano dovute anche dalla voglia di «vecchio centrismo», ancora presente nell'Upt? È vero ma non da parte mia. Ad esempio ad Ala non è stato l'Upt ma il Patt a far saltare il banco con logiche neocentriste e così a Mori. Questi risultati sono lì a dimostrare che se vogliamo frenare la possibile crescita del centrodestra, e della Lega in particolare, non possiamo più permetterci di essere frammentati come coalizione. Il centrismo è stato bocciato. Qui c'è una sinistra diversa rispetto a quella del passato, riformista e capace di interpretare la realtà, anche le categorie economiche la vedono con occhi diversi. Rovereto e Brentonico ci dicono che uniti si vince.
Per le elezioni delle Comunità di valle, che sono ad ottobre, l'Upt su chi dovrebbe puntare? Qualche sindaco mancato potrebbe tornare in pista? Non se ne parla nemmeno. Dobbiamo puntare su volti nuovi e mi dispiace ma almeno per quanto riguarda le mie zone questa volta mi impunterò, perché in occasione di queste comunali ci sono state persone che si sono avvicinate a noi e poi purtroppo sono state allontanate per interessi di rivincita di qualcuno. Non si dovrà ripetere.
Nel futuro dell'Upt c'è l'accordo federativo con il Patt? Certo, un altro errore che abbiamo fatto come Upt è stato quello di non accelerare il progetto di federazione con il Patt. Non tanto per mostrare i muscoli come componente di centro della coalizione ma per rafforzare il centrosinistra autonomista capace di farsi interprete dei bisogni dei trentini. Io faccio autocritica con la mia forza politica e dico che dobbiamo chiarire dove vogliamo andare. Non possiamo stare fermi. I nostri elettori vogliono chiarezza.
Pensa che il Patt si senta oggi parte organica di questa coalizione oppure sempre «libero» nelle alleanze? Con Ugo Rossi ho trovato una forte sintonia affinità per rafforzare questa coalizione di cui facciamo parte.
Dell'Alleanza per l'Italia cosa pensa? Noi non siamo legati all'Api, noi siamo una forza locale per il Trentino.
LUISA MARIA PATRUNO
L'ADIGE