Notizia del 03.06.2010

UPT con 40 sindaci nei piccoli comuni

Tolti i 26 comuni sopra i 3.000 abitanti ( vedi l'Adige di ieri ), dove le competizioni elettorali hanno quasi ovunque una connotazione politica, con la presenza dei simboli di partito, nei restanti 191 comuni trentini, alcuni proprio mini - con poco più di cento abitanti e quattro famiglie in tutto - è davvero difficile fare valutazioni politiche.

Subito dopo i risultati elettorali del primo turno, i partiti hanno cominciato a dare i numeri per attribuirsi comunque il maggior numero di sindaci nei piccoli comuni trentini, definendoli «di area» o simpatizzanti, nonostante non fossero targati con il simbolo. E in effetti molti di questi sono indiscutibilmente vicini a questo o quel partito, anche se non sono iscritti, ma visto che in più di un caso vengono tirati per la giacchetta da una parte e dall'altra, l'unico criterio certo è il tesseramento. E in quanto a sindaci tesserati nei piccoli comuni, secondo i dati forniti dagli stessi partiti, l'Upt, del governatore Lorenzo Dellai, non ha rivali con 40 sindaci rispetto ai solo 12 tesserati del Patt e ai 7 del Pd. Così come 7 se ne attribuisce il Pdl anche se quasi nessuno è tesserato perché, come spiegano i dirigenti, il partito di Berlusconi non ha ancora fatto un vero e proprio tesseramento. Poi c'è il caso a parte del nuovo sindaco di Carzano, Cesare Castelpietra, che risulta essersi tesserato sia con il Pd che con l'Upt mentre lui non ha dichiarato alcuna appartenenza. Quindi se è vero che tra i grandi comuni, con più abitati, prevale il Pd sull'Upt, nei piccoli non c'è gara. L'Upt di Dellai è il vero partito territoriale. «Noi siamo presenti sul territorio in tutto il Trentino - commenta Marco Tanas , segretario provinciale dell'Upt, - e in modo omogeneo, poi è evidente che in alcune aree urbane abbiamo sofferto, soprattutto perché il partito scontava il fatto di non avere ancora una classe dirigente: ma non ci si può deprimere o dire che l'Upt non c'è perché abbiamo perso cinque ballottaggi con il Pd. Anche cinque anni fa persino l'allora Margherita, che era molto più strutturata, perse Rovereto, Ala, Avio e Mori».

Tanas si dice però molto preoccupato per i commenti seguiti al ballottaggio da parte sia di esponenti del Pd che del Patt che si sentono vincitori. «Ci sono dei pescecani - dichiara il segretario dell'Upt - che sembra che siano lì ad aspettare il cadavere dell'Unione per il 2013. Mi sembrano dei ragionamenti miopi perché l'Unione non è un partito messo lì a caso nella coalizione. Rappresenta una forza indispensabile per l'alleanza perché si rivolge a quell'elettorato che non si ritrova nel Pd e che neppure il partito autonomista può rappresentare». Tanas è infastidito soprattutto dalle dichiarazioni dell'assessore provinciale all'industria, Alessandro Olivi (Pd), che proprio ieri all' Adige ha detto che dopo questi risultati non si discute il fatto che alle elezioni provinciali del 2013 il candidato presidente del centrosinistra autonomista spetterà al Pd. «Almeno noi - commenta Tanas - non diamo spettacolo. Nel Pd invece gli assessori presentano un disegno di legge e i consiglieri subito lo attaccano. Scommetto che ora cominceranno le faide interne per il candidato presidente».
 

LUISA MARIA PATRUNO

L'ADIGE