Notizia del 03.06.2010
TRENTO — L’Upt non è al capolinea. Resta la chiave di volta della coalizione di centrosinistra, così come Lorenzo Dellai il leader riconosciuto. Questo il messaggio che Marco Tanas e Mauro Gilmozzi lanciano ai democratici e, in particolare, a Claudio Molinari. Ma se il segretario limita l’autocritica agli «errori commessi dai territori», l’assessore è molto più severo. «Dal 2008 a oggi — dice— non siamo stati capaci di fare partito e costruire classe dirigente». Gilmozzi non cita Tanas, ma è chiaro che la sua non è una promozione a pieni voti del suo operato.
Il ragionamento di Gilmozzi, come già quello di Renzo Anderle, parte dalla netta tenuta della coalizione. «La Lega Nord era convinta di sfondare, per lomenonelle terre di confine come Ala, la Valsugana e le Giudicarie. Così non è stato». Poi l’assessore passa all’analisi «interna». «L’Upt— dice— deve fare una severa valutazione della situazione e anche un po’ di autocritica. Vale la pena ricordare che nel 2008 una parte consistente della classe dirigente della Margherita è confluita nel Pd. Penso aMolinari, ma anche ad Andreatta, Veronesi, Giulia Robol, Marta Dalmaso. Faccio notare di avere citato il sindaco di Trento e gli ex sindaci di Riva del Garda e Arco. Questo ha avuto il suo peso». Fin qui la ricostruzione di quanto accaduto, maper Gilmozzi il problema è quello che è successo dopo. «Dal 2008 ad oggi non siamo stati capaci di fare partito e costruire classe dirigente. La leadership è importante, ma per strutturare un partito, per radicarsi, servono persone. Non è un caso se in queste elezioni ci siamo trovati in difficoltà proprio là dove èmancato il progetto politico e il partito. Abbiamo magari inseguito questa o quella personalità, ma abbiamo finito per non essere interlocutori dei nostri alleati. Anche aRovereto, dove abbiamo vinto, ne usciamo male. Al contrario, dove si è lavorato come a Dro, Pinzolo, Levico, Cavalese e Storo, i risultati sono arrivati. Poi ci sono stati anche errori. A Mori e Baselga era chiaro che i candidati erano deboli. Ad Ala non si poteva pensare di costruire un progetto negli ultimi due mesi».
La replica a Molinari è secca, masenza astio. «Claudio ha ragione quando dice che dobbiamo sederci attorno a un tavolo non per spartire, ma per puntare su progetti e persone qualificati, mami pare contraddittorio lanciare nel contempo un’opa sull’Upt». Quanto alla «debolezza» di Dellai e alla futura leadership, Gilmozzi frena. «A Dellai dobbiamo le intuizioni politiche migliori, quelle come l’Unione, che permettono oggi al centrosinistra di essere in Trentino forza di governo. Le leadership sono questioni complesse. Vanno costruite con calma, con particolare attenzione alla capacità di mediare. Mi pare che siamo lontani da questo atteggiamento».
Molto più duro Tanas. «È avvilente sentire che Dellai è in difficoltà, con il tono da "lo avevo detto io". E preoccupa vedere già ora i tatticismi in vista del 2013. Più in generale, gioire per le difficoltà dell’Upt è un atteggiamento da squali, avvoltoi, sciacalli. Si illudono quanti credono che l’Upt possa essere spartita tra Patt e Pd e con oltre 40 sindaci restiamo di gran lunga la forza più rappresentativa della provincia». Per il segretario è improprio parlare di sconfitta dell’Upt. «Tutti i partiti, per primo il Pd hanno perso consensi a vantaggio delle liste civiche, soggetti che notoriamente sono d’area nostra. Il dato dei ballottaggi non deve fuorviare, il Pd è un partito che non supera il 20%. La leadership di Dellai non è in discussione ed è vincente».
Per quanto riguarda le partite perse al ballottaggio, Tanas ritiene che la responsabilità sia soprattutto dei rappresentanti locali. «Noi abbiamo sempre ribadito la volontà di tenere unita la coalizione, ma abbiamo anche sempre lasciato libertà ai coordinamenti locali. Alcuni errori a livello locale sono stati commessi e non solo da noi. Il Patt, in particolare, ha determinato le cose ad Arco eMori dicendo da subito che avrebbero sostenuto Morandini e Turella, quando noi stavamo ancora discutendo con il Pd».
Tristano Scarpetta
Corriere del Trentino