Notizia del 28.05.2010

La sfida Caliari contro Turella, un duello tra gentiluomini

MORI - Per una frittata bell'e fatta, il Global Village Center (ma da gestire sia con allarmata attenzione, sia con fiducia in un beneficio per l'economia e per i servizi della borgata), una da evitare a tutti i costi: lo sbocco del tunnel Mori-Garda piazzato praticamente dentro il biotopo, con la frazione di Loppio ancora assediata ogni giorno da migliaia di auto e con inevitabili rallentamenti e code. Così la pensano entrambi gli aspiranti sindaci, Roberto Caliari e Sandro Turella , che mercoledì sera all'auditorium si sono misurati sulle principali questioni moriane, nell'incontro (molto partecipato) organizzato dall' Adige , moderatore il vice capo redattore della redazione di Rovereto Gigi Zoppello. Un confronto all'insegna di un'estrema correttezza e di toni insolitamente civili, perfino eleganti, quello di Roberto Caliari e Sandro Turella, com'è nello stile di entrambi, e un'interpretazione delle principali questioni tutto sommato molto simile, con poche differenze di sostanza.

La prima delle quali è politica: la scelta in tema d'apparentamenti tra primo e secondo turno. Ovvero, coerenza rigorosa per Caliari, che ha scelto di presentarsi al ballottaggio con la stessa squadra di due settimane fa, anche per «non ricadere nel tranello della frammentazione che tanti problemi di governabilità ha creato in questi anni», e marcando la sua immagine di novità del panorama politico della borgata; e ampia apertura, invece, per Turella, che ha esplorato tutte le possibilità, con «la soddisfazione di aver unito la sensibilità verde ad una coalizione che ritiene l'ambiente il valore primario», ma mancando l'obiettivo sia con l'uscente Mario Gurlini (il quale ha perfino fatto dichiarazione di voto «gratuita» in favore di Caliari, salvo poi dover assistere alla spaccatura della sua Civitas), sia con la Lega di Claudio Civettini (che oggi pomeriggio è in conferenza stampa per chiarire la propria posizione). Ma in tema di amministrazione, per entrambi la priorità assoluta (anche per una questione di tempi tecnici legati all'iter di valutazione d'impatto ambientale, già avviato) è la grana del supertunnel per il Garda, precisamente del suo sbocco Est: del quale, come si sa, è contestato il considerevole impatto ambientale ma anche l'inefficacia viaria, causata dall'attraversamento della frazione. La soluzione richiesta alla Provincia è nota: l'imbocco del tunnel spostato verso Mori.

È sempre in tema di viabilità uno dei pochi punti di disaccordo netto: se Sandro Turella è per il completamento della Destra Adige, da Ravazzone fino allo svincolo Est passando per il futuro accesso alle Casotte (con l'obiettivo di sgravare la viabilità urbana dal traffico pesante delle Brianeghe), Caliari s'è detto assolutamente contrario all'ulteriore consumo di territorio, visto che a suo giudizio la futura viabilità Casotte sarà più che sufficiente per quel compito. Sulla viabilità minore pure qualche differenza di lettura: Caliari punta specialmente sull'estensione della rete di ciclabili (anche per una «microeconomia turistica») e sulla mobilità alternativa (come l'incentivazione del trasporto pubblico); Turella su interventi a breve termine alla rete viaria esistente, ad esempio con una nuova rotatoria a Mori Est (per incanalare il traffico di attraversamento sulla circonvallazione) e, come detto, con il completamento della Destra Adige, sorta di circonvallazione aggiuntiva.

E in tema di rapporti con la Provincia, come si sa strategici per far funzionare le cose, come pensano di cavarsela i candidati? «Mori è il sesto Comune trentino e quello che manca è la coscienza del nostro peso, della nostra importanza - ha detto Caliari - ed è con questa consapevolezza che dobbiamo curare i rapporti con la Provincia sia a livello politico, sia amministrativo. Io lavoro in Provincia da anni e quello che vedo è che i Comuni sono trattati tutti alla pari, anche perché l'ente provinciale opera tramite piani e regolamenti, quindi con regole chiare e trasparenti. Vero è che i bilanci sono in calo, ma se le richieste sono fatte con rigore e supportate da analisi accurate, i soldi arrivano. Io è vero che non ho tessere politiche, ma sono affiancato dal Pd, e dal 1978 mi sono occupato di svariate materie: conosco procedure, uffici e persone. So come muovermi per ottenere quello di cui Mori ha bisogno». «Il rapporto con la Provincia è fondamentale - ha detto Turella - e in questo io posso far valere la mia esperienza di amministratore comunale e comprensoriale, più l'esperienza in Consiglio provinciale. Se eletto, il giorno seguente sarò già operativo. E metterò in piedi un tavolo sul lavoro, tema centrale in questi tempi di crisi, a sostegno dell'impresa e di chi vive nella precarietà. Penso anche ad un ufficio lavoro in Comune, per dare risposte rapide specialmente all'imprenditoria».

Un tema che da qualche anno è nel dibattito politico (ma anche già nelle scelte amministrative, vedi l'impegno in questi anni dell'assessore uscente Valter Gazzini), è la possibilità di uno sviluppo turistico, necessariamente da piccoli numeri, della borgata. «È uno dei temi importanti - ha detto a questo proposito Turella - rispetto al quale mi piace parlare di turismo gentile. È necessario puntare sui prodotti biologici, sul mercato contadino, su una stretta sinergia con la cantina sociale. Le possibilità ci sono». «Il dato di fatto è la nostra posizione strategica - ha detto Caliari - vicinissima all'A22, attraversata dalla Gardesana. Dobbiamo riuscire a distinguerci, a creare un turismo di nicchia. E poi penso ai nostri piccoli paesi, molti dei quali si prestano ad essere recuperati, per diventare borghi d'Italia».

MICHELE COMPER

L'ADIGE