MARCO TANAS e GIORGIO LUNELLI - 25.05.2010
Rompendo ogni tradizione ed aprendo nuovi sguardi di senso al dialogo fra i gruppi linguistici regionali, nel 1996 Silvius Magnago accettò l'invito a salire sul Doss Trento per essere ospite della Cena Benedettina, proprio in quel luogo che le retoriche dei nazionalismi avevano eretto a baluardo di un’ “ italianità “ connotata da accenti pesanti di antitedeschismo, snaturando in ciò lo stesso agire e pensare battistiano.
Fra quel tremore di fiaccole e quella sensazione di universalità (che sono proprie di quest’ appuntamento con la tradizione e la riflessione del Trentino), Silvius Magnago aveva voluto chiudere simbolicamente una crasi apertasi con il “ Los von Trient “ di qualche decennio prima.
Proprio quel gesto di rottura, grazie all'impegno di tanti, anche in Trentino, aveva dato avvio ad una nuova e proficua stagione di dialogo fra Trento e Bolzano, un dialogo segnato da reciproci tentativi di comprensione e dalla volontà comune di rendere i confini “sottili fili di seta“, esattamente cioè come li aveva definiti proprio l’ Obmann della S.V.P..
Oggi, davanti alla notizia della sua morte, il nostro pensiero si riannoda a quell’ episodio del Doss Trento, perché esso fu sicuramente il segno di una comprensione e di una capacità rara di guardare avanti, ovvero di essere, fino in fondo, uno statista e non solo un uomo politico.
Magnago ha attraversato tutto il "secolo breve", interpretandone le difficoltà e le contraddizioni. Egli è stato un figlio nobile del Novecento, perché non ne ha subito l’ evolversi secondo il fatalismo della “ finis Austriae “, ma ha cercato di rendere moderna ed attuale quell’ idea dell’ Heimat, intesa non tanto quale nostalgico tributo alla memoria di un tempo che fu, quanto stimolo intelligente ad una attenzione vera verso il territorio, le sue tradizioni ed il suo sviluppo.
Non è solo l’ Alto Adige – Südtirol a perdere un autore della nostra storia, ma anche noi, che crediamo nella vicinanza strategica delle due comunità provinciali, oggi, ci sentiamo un po’ più soli.
Marco Tanas - segretario provinciale
Giorgio Lunelli - capogruppo consiliare