Dibattito-Confronto al Muse di Trento


L’Unione per il Trentino apre un laboratorio di innovazione politica


Ieri a Muse, la riflessione sulla nuova-forma partito, sulla partecipazione alla politica, sulle priorità per il Trentino del 2020-2030


L’Upt innova, ancora una volta, il modo di fare politica andando “verso un nuovo partito” e lanciando un messaggio forte e chiaro: l’avvio di “un laboratorio di innovazione politica” aperto a tutti.

A settembre prenderanno il via conferenze e laboratori su tutto il territorio per coinvolgere cittadini e altre forze politiche. Obiettivo: avvicinare tutti i trentini a un orizzonte comune di riformismo. Agli incontri si unirà la comunicazione attraverso i social network perché per coinvolgere i giovani è necessario esprimersi attraverso un nuovo linguaggio trasversale, semplice, comunicativo. Si può, e si deve, lontano da preconcetti snob, comunicare valori e impegni anche attraverso nuove piattaforme intese come strumenti di democrazia rappresentativa e non come mezzi per alimentare paure e invidia sociale.

E ancora, i valori del popolarismo, ovvero «la fiducia nell’uomo come strumento di bene per la comunità», per rigenerare l’azione politica, riportando i cittadini e le buone idee al centro del dibattito e dell’azione politica. Con la consapevolezza che compito di un Partito è – attraverso nuove forme di partecipazione – guidare nella complessità i cittadini, senza derive semplicistiche o demagogiche.

L’Unione per il Trentino ha scelto la sala Conferenze del Muse (affollatissima, con tante persone rimaste ad ascoltare in piedi) per rilanciare la propria azione e rafforzare il centrosinistra autonomista, con quasi tre ore di dibattito e confronto, con interventi aperti. Il segretario Tiziano Mellarini è partito dall’incertezza del quadro politico attuale, molto «affine alla fine della prima Repubblica». «Di fronte a tante persone che si sono allontanate dalla politica serve un rinnovato impegno» ha spiegato il segretario, per riscoprire e far riscoprire l’orgoglio di essere cittadini attivi. «I cittadini al centro» è il motto che sta accompagnando in questo 2017 i tanti appuntamenti organizzati dall’UpT in città e nelle valli, dedicati finora alla partecipazione, ai giovani, al popolarismo, al turismo, all’agricoltura, alla mobilità nell’Alto Garda e a Rovereto.

L’appuntamento del Muse, location scelta perché rappresenta una scelta strategica vinta dal trentino, è stata anche l’occasione per illustrare la mozione presentata lo scorso maggio dal Parlamentino dell’Unione per il Trentino ed esposta dall’assessore UpT Mauro Gilmozzi. Un documento che parte dal presupposto che rinnovare l’esperienza politica dell’Unione per il Trentino significa anche rinnovare il Trentino, che deve puntare su soluzioni originali per affermarsi come comunità autonoma.

Dal Partito popolare alla Civica Margherita, all’Unione per il Trentino: un percorso politico caratterizzato dalla capacità di coniugare contesti urbani e di vallata e di evitare l’omologazione socio-economica dei nostri territori alpini. Dalla capacità di favorire la coesione sociale e la compattezza della coalizione di centrosinistra-autonomista e del civismo. Un progetto da rilanciare con forza adattandolo ai tempi velocemente mutati in questi ultimi anni. Istituzioni più deboli, oligopoli privati che hanno eroso spazi economici ai vecchi monopoli pubblici, generazioni alle prese con un mondo del lavoro destrutturato, fragilità ambientali e cambiamenti climatici globali.
Valori, spirito di coalizione e dialogo con i cugini altoatesini e con l’SVP e Europa, autonomia e sfide per il futuro gli altri temi toccati nella mozione.

Dall’economia dei servizi, che ha ampi spazi di sviluppo e integrazione, al recupero dello spirito di mutualità, fiducia e solidarietà anche nel comparto del credito, all’idea di costruire «reti» di imprese che favoriscano crescita e occupazione, alla tutela dell’agricoltura di montagna.
Orientarsi, formarsi, informarsi, partecipare: su queste direttrici punta il partito in vista dei prossimi appuntamenti elettorali del 2018, ma su queste coordinate si deve reggere il dialogo con i cittadini per costruire insieme il futuro del Trentino. «Proposta e responsabilità», ha concluso Gilmozzi, sono gli ingredienti per «disegnare il futuro del nostro Trentino e del nostro partito».
L’onorevole Lorenzo Dellai ha poi parlato di autonomia, di necessità che la politica accompagni i cittadini, senza rincorrerli. La coalizione va rigenerata, il Trentino ha appartenenze multiple, il popolarismo non è un’ideologia astratta ma una cultura popolare di comunità.

Molto partecipato il dibattito, che ha visto una quindicina tra amministratori locali, parlamentari, iscritti, simpatizzanti, giovani, attivisti, rappresentanti dei territori e dei coordinamenti di valle, prendere la parola per portare idee (dal turismo ai Comuni, dalla «forma partito» all’economia circolare, allo spirito della coalizione, alle modalità di partecipazione).

Le conclusioni sono state tracciate da Samuele Campestrin, giovane membro della segreteria politica. «A settembre – ha annunciato il segretario Mellarini – partiranno dei team di lavoro su aree tematiche, dei veri e propri laboratori di idee e di proposta politica».

22 luglio 2017

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