Upt Passamani: a chi punta a un quarto polo al 26% dico che poi non si governa


«Quello che è successo al referendum del 4 dicembre 2016 e il risultato delle elezioni del 4 marzo ci dimostrano che o non sappiamo comunicare o abbiamo fatto degli errori. Per questo ho mandato un invito di convocazione di una maggioranza per giovedì o venerdì della settimana prossima e spero che sia l’occasione per parlarci apertamente». Gianpiero Passamani, capogruppo dell’Upt in consiglio provinciale nonché portavoce del partito assieme a Vittorio Fravezzi, ritiene necessario un incontro di coalizione «per dirci quello che pensiamo fino in fondo».

«Come Unione per il Trentino – sostiene Passamani – stiamo cercando di innovare e rinnovare il partito, lo dico forte anche del lavoro che sta facendo l’assessore Gilmozzi, che ha già raccolto la disponibilità di un bel gruppo di persone della società civile nuove, pronte a impegnarsi per darci una mano in questo percorso. Per questo dico che non dobbiamo buttare via il bambino con l’acqua sporca».
Passamani non chiude neppure all’allargamento della coalizione ad un’altra lista civica senza snaturare il centrosinistra autonomista, mentre si dice contrario a eventuali liste a supporto del candidato presidente. «Il Patt deve fare il Patt – sostiene Passamani – come noi faremo la nostra lista non siamo d’accordo rispetto alla presenza di liste a sostegno del presidente anche perché comunque in questo momento riteniamo prematuro e inopportuno parlare del candidato presidente sia per Rossi che per qualsiasi altro nome. Mi sembra che in questo momento nessuno può porre condizioni di questo tipo agli altri». Secondo Passamani infatti sarebbe scorretto coinvolgere nuove persone in una fase costituente, come sta facendo l’Upt, e poi dire che sul presidente è già tutto deciso prima.
Sul rischio che l’ultimatum di Rossi sulla presidenza possa portare alla rottura della coalizione, Passamani commenta: «Penso che siamo tutti persone intelligenti e sappiamo che i numeri sono numeri. Non possiamo prenderci in giro. Credo e spero che prevalgano scelte ponderate e non logiche spartitorie. C’è chi pensa di vincere con un quarto polo che arriva al 26%: io assicuro che non si governa con una maggioranza di solo 18 consiglieri. Subisci ma non governi, quindi non ci sono condizioni per scherzare su queste cose. Dobbiamo stare uniti portando la novità e l’innovazione all’interno del centrosinistra autonomista, altrimenti perdiamo tutti. I cittadini sono molto più avanti e puniscono chi fa scelte in base a questi calcoli».


fonte: Adige del 1 aprile 2018

L’Adige del 1 aprile 2018

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