Gilmozzi l’«esploratore» tratteggia la visione: «Siamo pronti a metterci in discussione e a cambiare»


Verso le provinciali: «Non pensiamo a federazioni. Dialogheremo con chi può dare un contributo»

Marika Giovannini

TRENTO «Dobbiamo costruire una prospettiva che, per quanto mi riguarda, è destinata ad altri». Il «cuore» del suo impegno Mauro Gilmozzi lo ripone proprio qui. A poche ore dall’incarico di «esploratore» per la fase costituente ricevuto dal Parlamentino dell’Upt (Corriere del Trentino di ieri), l’assessore provinciale tratteggia i confini di un percorso di trasformazione che, sottolinea, porterà l’Unione a mettersi in discussione: «L’Upt è disposta a cambiare per interpretare ancora l’area civica e popolare nell’ottica della gestione del Trentino per i prossimi vent’anni. La sfida è questa». Con alcuni concetti chiave: «Noi, esponenti del partito con una storia alle spalle, ci mettiamo giù dal palco per valorizzare facce e idee nuove, sperimentando nuovi linguaggi e nuovi modi di comunicazione». Guardando alle Provinciali in un lavoro di rinnovamento che deve coinvolgere tutte le forze della coalizione.

Assessore Gilmozzi, da dove riparte l’Upt dopo la batosta elettorale e l’azzeramento dei vertici?

«Per quanto mi riguarda, l’impegno è quello di dare una mano per riprendere quel percorso iniziato a Lavis nel febbraio dello scorso anno, che aveva già fissato un concetto importante di rinnovamento: dare spazio a facce nuove, supportate da chi, come noi, ha esperienza ma che d’ora in poi dovrà stare giù dal palco. E trovare nuove modalità con cui porci, usando linguaggi nuovi, rapportandoci con più concretezza sulla base di una visione di futuro. Siamo convinti che attraverso progettualità specifiche si potrà riuscire a rimettere in moto interesse e disponibilità per un’iniziativa positiva, anche in risposta a una campagna elettorale che sarà tutta impostata sul “contro”, sul negativo, da parte del centrodestra».

È questa dunque la base del suo lavoro delle prossime settimane?

«Sì. L’idea è di predisporre un progetto, presentarlo e raccogliere nuove adesioni. Partendo da un punto fondamentale: l’Upt è disposta a cambiare, cercando di interpretare ancora l’area popolare e civica nell’ottica di una gestione del Trentino per i prossimi vent’anni. La sfida è questa. Personalmente, mi assumo volentieri l’incarico e l’impegno per un partito che rappresenta anche la mia storia. Del resto, il rinnovamento fa parte della politica».

Ma quali saranno i temi che costituiranno l’architrave di questo progetto?

«In primo luogo quelli che avevamo posto alla base dell’incontro di Lavis: penso dunque alla questione dei valori, dell’architettura dell’Autonomia e della partecipazione».

Un tema, quest’ultimo, decisamente strategico.

«È così. In questi anni abbiamo fatto una buona amministrazione ma forse siamo stati troppo lontani dalla gente. Dobbiamo quindi cercare di costruire relazioni. Mettendo a fuoco anche altre questioni: penso al tema del lavoro, ma anche a quello dell’ambiente, alla qualità della vita e delle relazioni. Ecco: sulla base di un progetto e di persone cercheremo di capire chi vuole lavorare in modo concreto per offrire un contributo alla coalizione in vista delle prossime elezioni Provinciali. E cercheremo di porci in modo nuovo, usando i social in chiave positiva, per creare maggiore partecipazione».

Quindi l’obiettivo è cercare di colmare il gap che si è creato in questi anni tra politica e cittadini?

«Anche, certo. E vogliamo farlo dando fiducia a persone nuove. Sia chiaro: chi, come me, lavora nel partito da anni non lascerà. Daremo una mano, ci affiancheremo ai giovani. Ma vogliamo affidare ad altri il Trentino dei prossimi vent’anni: voglio costruire una prospettiva destinata ad altri».

Tra questi «altri» ci sono anche i Civici?

«Sia chiaro, in passato abbiamo parlato con Valduga. Ma senza offrire scambi o poltrone. Noi siamo aperti a diverse prospettive, ma per lavorare assieme, per costruire un percorso. Non ci interessa federarci con altre forze o stingere accordi elettorali. Noi vogliamo dar vita a una costituente, vogliamo aprire un percorso: chi vuole partecipare, è ben accetto».

E il rapporto con il Pd?

«Il Pd, come si è visto in questi giorni, dovrà fare un proprio percorso. E se i Democratici lavoreranno per trovare una loro dimensione, se il Patt si impegnerà su un’autonomia moderna e noi proseguiremo nella nostra fase costituente, allora tutti faremo correttamente la nostra parte per dare un segnale forte di rinnovamento della coalizione».

Nel frattempo, però, le parole del governatore Ugo Rossi hanno lasciato il segno.

«Ne abbiamo parlato anche nel Parlamentino. E il giudizio è stato unanime: se il messaggio di Rossi è un invito a muoversi velocemente, allora va bene. Ma se l’indicazione invece è quella di partire dalla nomina del presidente, allora questa non è la strada. Così si rischiano solo divisioni».

Quali sono i tempi per il suo lavoro di esplorazione?

«È evidente che non possiamo perdere più nemmeno un secondo. Quindi l’impegno è massimo. Per quanto mi riguarda, presenterò il progetto nella settimana dopo Pasqua. Se verrà condiviso, organizzeremo eventi e azioni di confronto. Si tratta di un percorso di trasformazione: poi, se tra due mesi ci accorgeremo che siamo sempre noi, magari non cambierà nulla. Ma bisogna dare segnali chiari».

Intanto Lega e 5 Stelle, a livello nazionale, sono sempre più vicini. Cosa ne pensa?

«Mi preoccupa l’alleanza di forze anti-europeiste. Non so come faranno a mantenere le promesse fatte agli elettori garantendo anche i rapporti con l’Europa. Sarà difficile. In ogni caso, i cittadini hanno consegnato il Paese a loro. Quindi staremo a vedere».


fonte: Corriere del Trentino del 28 marzo 2018

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