Il portavoce Upt suona la sveglia: «Serve un check up in maggioranza». Daldoss difende la riforma

Nicola Chiarini

TRENTO «Le riforme vanno costruite, applicate, sperimentate. Magari anche corrette». Vittorio Fravezzi parte delle gestioni associate, per suonare la sveglia alla giunta provinciale. «Con umiltà e competenza — precisa il portavoce dell’Upt — dobbiamo portare il tema in maggioranza e ridefinirlo per rafforzare la nostra proposta politica complessiva. Chi ha cultura di governo non può limitarsi a cogliere il malessere». E le sollecitazioni, arrivate anzitutto sul tavolo dell’assessore Carlo Daldoss, non mancano. E non solo da parte delle opposizioni o dei sindaci che, da più parti, stanno mostrando resistenza al modello. «Sarebbe intelligente — suggerisce ancora Fravezzi agli alleati del centrosinistra — ripensare il modo con cui la speciale autonomia della Provincia si articola nel rapporto con i livelli territoriali. I sindaci ci segnalano problemi di attuazione, difficoltà di personale, complessità nel dare corso a tutte le competenze attribuite». Un modo anche per sminare l’aggressività del centrodestra. «Prioritario è un check up generale — rimarca il dirigente Upt — facciamo tesoro di quello che non ha funzionato per proporci con maggiore efficacia, con un progetto generale e organico di Trentino. E credo sia urgente anche su altre questioni spinose, come l’organizzazione della sanità. Il tema non è tanto il candidato, ma quale prospettiva vogliamo concretamente indicare». Nonostante i tanti occhi puntati addosso, Daldoss non si sente sul banco degli imputati. «Avevamo programmato — spiega l’assessore alla Coesione territoriale — l’avvio di 35 ambiti di gestione associati, coinvolgendo 130 Comuni. Tra questi 29 sono stati avviati, con percorsi trasparenti e democratici. In parallelo proseguono le fusioni e, per il 2020 avremo 51 municipalità in meno». Nessuna forzatura, dunque, per l’amministratore provinciale. «E’ un percorso razionale — continua — che, nel medio periodo, darà pienamente i propri frutti. Naturale che un percorso di rinnovamento, nella fase di avvio, possa presentare qualche criticità. Ma, in prospettiva, potranno essere apprezzate le maggiori opportunità per gli utenti, i migliori servizi erogati». Rispetto alle proteste in Val di Cembra (si dicono pronti alle dimissioni i sindaci di Albiano, Lona Lases, Segonzano, Sover) Daldoss sottolinea come «la situazione non abbia nulla a che fare con le gestioni associate». L’assessore, comunque, assicura che le porte di piazza Dante sono aperte a quei primi cittadini. «La Provincia — afferma — è pronta, anche con la collaborazione del Consorzio dei comuni, ad incontrare i sindaci e a valutare le soluzioni più opportune per sbloccare la situazione, nell’interesse dei cittadini». Nello specifico, Daldoss ricorda che il tema è già stato in parte affrontato, specie per la piccola Sover che dal maggio 2016 ha una funzionaria sospesa dal lavoro per effetto di una misura interdittiva applicata dal tribunale di Trento. «Peraltro — si legge in una nota della Provincia — il comune di Sover, che ha un organico ridotto, non ha provveduto, come rappresentato in diverse riunioni nel corso degli ultimi due anni, a sostituire la ragioniera sospesa e parallelamente ha ceduto in comando ad Aldeno la figura del tecnico, figure tutte sostituibili già dal 2016». Con una chiosa ulteriore: «In una nota di Daldoss, spedita ai sindaci nel febbraio 2018, erano state date indicazioni puntuali sulle modalità di copertura dei posti mancanti e disponibilità di risorse finanziarie per la sostituzione».


fonte: Corriere del Trentino del 28 marzo 2018

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