In riferimento all’articolo l’Adige Do.S. “Cantiere”, avanti tutta con il progetto – L’Adige 18 maggio 2015 pag. 13

Sono un iscritto all’UPT. Conosco e sono vicino a Lorenzo da circa trent’anni. Per lui sindaco, difesi gli interessi del Comune all’allora Interporto contro  l’inerzia della pianificazione e il tentativo di privatizzazione selvaggia delle aree comunali. Come persona di centro sinistra gli ho sempre riconosciuto il merito si saper pre-vedere e di avermi “salvato” per venti anni dal centro-destra. Per quell’ “allora” gli rinnovo il mio grazie. Ma questa è un’altra storia.

Ho partecipato all’ultimo congresso UPT. Ho votato Conzatti. Da quel momento, ho seguito la segretaria, dando il mio contributo di esperienza manageriale. Dalla nascita del “Cantiere” sono stato sorpreso e subito dopo un po’ disorientato (dice… ma il “Cantiere” a Trento ha avuto successo? Certo, l’ho votato anche io che sono “solo” un UPT e come me tutti i miei colleghi UPT ancorché non “cantierati”).

Noi dell’UPT, disorientati. E la gente al di fuori? Ancor di più. Mi chiedono: “Ma cos’è questa storia? Ma di qual mai “Cantiere” per costruire cosa aveva bisogno Dellai, che fa politica da una vita e ha già “costruito” da decenni la sua strada politica? Ma tu, voti UPT o voti Cantiere?” (Lo stesso giornale qualche giorno fa ha descritto la cosa come quasi “comica”). Io dicevo all’inizio, sorpreso e disorientato.

Ora, del suo modo di svilupparsi sono fortemente contrariato, offeso e tradito. Infatti, vedo offesa Donatella Conzatti e in lei, me stesso (siamo patetici e insopportabili?).Traditi e accusati di una grave colpa: essere rimasti fedeli alle istituzioni democraticamente elette, accusati di non capire che il Cantiere è un “oltre”.

Oltre? Concordo! Oltre il rispetto delle regole della democrazia sostanziale, delle persone, del loro impegno e lavoro. Leggo infatti ieri che il Cantiere si appresterebbe a varare gruppi di lavoro tematici: è quello che noi dell’UPT stiamo facendo sin dal giorno dopo l’elezione di Donatella Conzatti. Ma allora, delle decine e decine di serate dedicate ai progetti ed alla gente, che ne facciamo? Abbiamo lavorato per nulla?

Già… questo è il sistema della “gente del Cantiere”, intervenire alla fine su chi stava lavorando e dire: “Venite qui che vi spiego, vi dico come dovete pensare, i programmi li faccio io e poi ve li comunico”. A me questa bella avventura è capitata due volte: nella serie di riunioni per la definizione del progetto di mobilità comunale e in quella per la messa a punto del programma di una circoscrizione. Nulla di nuovo sotto il sole quindi, la storia anzi, la “storiella” ha i suoi ricorsi, si ripete. Ma se errare è umano, perseverare è diabolico! Se fossimo in ambito religioso, mi parrebbe di trovarmi di fronte a chi dice “Vieni qui che ti dico come si fa ad avere Fede”.

Last but not least: l’articolo che cito è di parte, e ciò mi sorprende su un giornale che ho sempre considerato “vera stampa”. Infatti se non altro l’avere accostato una foto di un anno fa di un Dellai semisdraiato e sornione a fianco di una Donatella Conzatti compostamente seduta in posizione normalmente corretta ma soprattutto sorridente mentre a fianco, nel testo, si riportano gli insulti rivoltile, è un agire in male fede.

Concludo: per quel pochissimo che può contare la mia posizione personale, do con la presente un aperto, leale e pubblico addio (politico, s’intende!) a Lorenzo Dellai, che invece in tante altre sedi, da anni e per anni, avevo condiviso ed elogiato.

Riccardo Lucatti, Trento

Credits by Flickr: N i c o l a (Creative Commons)

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